L’incubo (parte 1)

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Un tranquillo horror metropolitano.

«So che sei lì, ti seguo da tempo. Presto verrò da te e mi prenderò tuo figlio»

Brian si svegliò di soprassalto. Il drago. Aveva rivisto il drago. Tastò nervosamente il letto, la lampada, la sveglia sul soprammobile per sincerarsi di essere a casa sua. Si mise in posizione sdraiata respirando affannosamente. Tutto era come sempre, anche il poster di Michael Jordan lo guardava sorridendo con la sua aria beata.

Forse era stato semplicemente un brutto sogno, doveva aver mangiato pesante la sera prima. Sì doveva per forza essere così, ma allora perché tremava? Perché non riusciva a togliersi dalla mente quell’immagine?

Scese dal letto misurando ogni sua mossa come se avesse paura di fare qualcosa di sbagliato. Cercò di riportare alla mente le cose che erano successe prima di quel giorno ma per quanto si sforzasse non trovava niente di anormale, la solita routine: uscita dal lavoro, partita a tennis con gli amici del circolo, sera con Lynn dopo tanto tempo che si erano lasciati. Forse quella era stata la causa scatenante di tutto? Poteva essere. No, si auto-convinse che era solo il frutto di una sua suggestione.  Non voleva, anzi, non poteva assolutamente pensare che potesse accadere, in quel momento così favorevole della sua vita, che tornasse il drago.

Tuttavia promise a sé stesso che ne avrebbe parlato con suo padre. Ora però doveva prepararsi perché quel giorno riceveva un importante cliente e non aveva tempo per occuparsi di quelle cose. Mangiò uno yogurt velocemente e poi cercò di far scomparire i segni di quella notte sul suo viso. Le occhiaie gli lambivano gli occhi facendolo sembrare uno zombie. Cercò di nasconderle spalmandosi della crema-viso. Poi si vestì e uscì sbattendo la porta nervosamente.

Chi lo avesse visto uscire in questa maniera avrebbe potuto pensare a una classica giornata iniziata male, non diversa da altre che già gli erano capitate e che probabilmente gli sarebbero capitate ancora. Ma nessuno avrebbe mai potuto immaginare la verità.

La vita di Brian non era sempre stata così, così come quella della città in cui viveva. Madsen era un piccolo borgo della Louisiana agli inizi del secolo.

Nata come comunità di Mormoni era diventata un importante centro della finanza americana e internazionale. Nessuna merce poteva essere messa sul mercato se prima non passava da lì. La ricchezza della città era direttamente proporzionale alla bellezza delle sue attrattive turistiche e culturali. Non c’era opera d’arte che non fosse esposto al suo National Museum e le spiagge della città erano le più pulite e splendenti della West Coast.

Ma questa città perfetta nascondeva un segreto: era stata costruita su una palude dove, si diceva, alcune streghe facessero i loro sabba. Dall’anno della sua fondazione numerosi ladri e criminali di ogni sorta sostavano lì per via del posto desolato e lontano dagli altri posti abitati. Tra i visitatori occasionali, a un certo punto, arrivò anche un demone che decise di diventare il padrone assoluto della città. Disse ai padri fondatori che avrebbe scacciato tutto il male che vi era presente e la loro città sarebbe diventata più ricca e più potente. In cambio essi gli avrebbero dato ogni anno un bambino della città che avrebbe portato con sé nel Regno delle Tenebre per farlo diventare suo discepolo. Gli abitanti, stanchi e spaventati da anni di paura, dopo una convocazione cittadina e un’alzata di mano collettiva, accettarono lo squallido patto.

Accettando di legarsi definitivamente al demone la città diventò più tranquilla e prospera. Ma questo presupponeva che ogni anno gli anziani della città dovessero riunirsi ed estrarre a sorte un bambino della città che veniva offerto in sacrificio al demone. D’altra parte, se non avessero acconsentito alle richieste del demone chissà che disgrazie inimmaginabili sarebbero successe per la città!

Le famiglie che non erano d’accordo abbandonarono ben presto la città per non dover sottostare a quella schiavitù così che essa si era ridotta a poche unità d’abitanti. Fino a che, un anno, uno dei bambini rapiti riuscì a fuggire da dove era tenuto prigioniero e a nascondersi nella foresta fuori dai confini di Madsen. Egli decise che avrebbe affrontato e sconfitto il demone una volta per tutte e liberato finalmente la città da quella tremenda piaga. Lo trovò nella parte più buia della foresta. Il demone, in realtà, lo stava aspettando, pronto a ucciderlo per non essersi sottoposto alla sua legge.

Egli non aveva corpo, assumeva di volta in volta sembianze diverse a seconda di chi lo vedeva. Per il bambino il demone assunse la forma di un drago. Ed era sul punto di scagliarsi contro la sua vittima quando questa riuscì, inaspettatamente, a fermarlo.

Disse che non stava scappando ma che si vergognava di presentarsi davanti al demone a mani vuote. Era orgoglioso di essere stato scelto per il sacrificio perché desiderava diventare suo discepolo e voleva perciò offrirgli un tributo, alcuni frutti presi dalla foresta. Il drago-demone si sentì lusingato e dalla sua devozione e la sua superbia lo portò a credere alle parole del bambino. Accettò l’offerta e  mangiò i frutti che questo gli porse. Erano delle bacche, belle a vedersi, dolciastre al palato. Ma si rese presto conto che quella non era un’offerta propiziatoria. Le bacche erano avvelenate. Una volta ingoiate, il drago venne preso da spasmi terribili e la sua pelle cominciò a seccarsi in maniera molto rapida. La sua voce si affievoliva sempre più e i suoi occhi cominciarono a uscire dalle orbite con fiotti di sangue che sprizzavano da esse. Alla fine, dopo alcune ore, spirò. Il bambino passò tutta la notte a scavare una buca nel terreno e lo seppellì. Poi se ne tornò in città per avvertire gli anziani.

Passarono così diversi anni, due secoli per l’esattezza: la città cominciò a ripopolarsi e a crescere. La ricchezza derivata dal demone non si era esaurita dopo la sua morte. Madsen continuò negli anni a crescere e a diventare sempre più ricca fino a diventare quello che era al momento: il terzo polo industriale degli Stati Uniti d’America. Ma la morte del demone non poteva non aver lasciato delle conseguenze: il bambino infatti acquistò una strana maledizione.

Invecchiava più lentamente rispetto agli altri esseri umani. Tanto che, dopo due secoli egli dimostrava solo trentatré anni. E aveva fatto una bella carriera: era passato attraverso tutti quegli anni riuscendo sempre a trovare situazioni vantaggiose per lui. In quel momento era uno dei broker finanziari più influenti della città. Nessuno più ormai conosceva la sua storia. Aveva cambiato diverse identità nel corso del tempo per poter nascondere il fatto di non invecchiare mai. Per sua fortuna ora Madsen era una metropoli abbastanza grande da potersi mescolare e confondere tra la folla.

In questa particolare epoca si faceva chiamare Brian. E quel giorno avrebbe concluso un altro importante contratto con un grosso cliente.

Continua nella parte 2.

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