Roger Corman: 90 anni di un mito

roger_corman

“Repubblica” fa un ritratto-intervista del regista di Detroit (che linkiamo qui per conoscenza). Ecco il “nostro” ritratto.

Roger William (il secondo nome l’abbiamo scoperto da Wikipedia) Corman è uno di quei nomi a cui immediatamente ci si riferisce quando si indica l’aggettivo “genio”.

Se, infatti, il genio è “fantasia”, “intuizione” e “velocità di esecuzione” (cit. Amici Miei, Mario Monicelli), allora possiamo concordare che la capacità di Roger Corman di creare capolavori (un esempio su tutti La piccola bottega degli orrori) con pochissimo budget, in pochi giorni, e con una certa inventiva data la scarsità di mezzi a disposizione rasenta il genio puro.

Volutamente ai margini della produzione hollywoodiana ha saputo costruirsi una carriera proprio per questo motivo riuscendo a creare film che sembravano mega-produzioni ma, in realtà erano fatti con pochissimi mezzi in un garage (quindi un precursore di Steve Jobs, in un certo senso);

Per quanto riguarda la sua produzione artistica non possiamo non citare i famosi B-movie (che ormai sono diventati A-movie, causa un tracollo del genere negli ultimi tempi) tratti dalle opere del maestro Edgar Allan Poe: I vivi e i morti (1960); Il pozzo e il pendolo (1961); Sepolto vivo (1962); I racconti del terrore (1962); I maghi del terrore (1963); La città dei mostri (1963); La maschera della morte rossa (1964); La tomba di Ligeia (1964);

Molti di questi film sono diventati dei veri e propri cult grazie soprattutto al carisma dei loro interpreti (uno su tutti Vincent Price) e da una fotografia particolare che rendeva “vive” le illustrazioni dei libri, per cui si può affermare che Poe prendeva (o riprendeva) “letteralmente” vita sotto le sapienti mani di Corman.

Con una produzione di oltre 300 film (di cui l’ultimo esce proprio quest’anno) che prendono rigorosamente spunto dai generi più disparati (in particolare horror e fantascienza), Corman ha fatto della produzione artigianale di b-movie una forma d’arte per cui è annoverato come uno dei primi “produttori indipendenti”. Inoltre è stato uno dei primi a capire l’importanza di Internet per la diffusione di prodotti mediali (quasi tutta la sua produzione si trova in versione integrale su Youtube); esempio di come, anche con pochi mezzi ma con un’approfondita conoscenza della materia narrativa, si possono realizzare grandi cose.

Tanti auguri Maestro, possa avere altri novant’anni altrettanto produttivi! (in caso contrario cercheremo di congelarlo con la criogenia o inventeremo un siero dell’immortalità per farlo diventare zombie).

ravenposter

 

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