Stockton & Malone

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La coppia di investigatori più improbabile e divertente di Chicago.

“Beccati questo stronzo, e non dire che non ti avevo avvertito”

Le nocche risuonarono sulla faccia del cinese che sputava sangue dai denti.

“Prendi questo, te l’avevo detto di non farmi incazzare”, un calcio nello stomaco era proprio quello che ci voleva.

Quel giorno Bubba si era svegliato di buon umore e aveva proprio voglia di fare a botte con qualcuno. Il cinese intanto si contorceva a terra per il dolore ma nulla poteva fare contro i pugni e i calci che gli arrivavano addosso.

Dopo l’ultimo rantolo di sangue emesso lo sguardo di Bubba si fermò compiaciuto sulla sua vittima: “Ecco, ora sei finito” e si apprestò a tirargli il calcio definitivo in faccia.

“Hey Bubba non ci crederai mai: abbiamo un caso”, Dan entrò nello studio e inciampò puntualmente nel cavo della consolle spegnendo definitivamente lo schermo dove il cinese galleggiava nel sangue.

“NOOOO!!!!” gridò Bubba “Sei il solito asino, proprio ora che stavo completando il livello”, scagliò il game-pad contro il collega che, con agilità inaspettata, riuscì a scansarlo per un pelo, “Ora devo ricominciare da capo e non ho salvato niente”.

“Scusa ma di che stai parlando?”

“L’ultimo livello di Virtual Fighter, me l’hai fatto perdere, idiota”

“Capirai. Tanto sei sempre lì attaccato a giocare. Piuttosto, abbiamo cose più serie a cui pensare”, fu la pronta risposta di Dan.

“Sai dove te le puoi infilare le tue cose più serie!” gli rispose Bubba che non faceva troppi complimenti quando era arrabbiato.

Dan e Bubba non erano solo colleghi, erano anche grandi amici (anche se dallo scambio di battute non sembrerebbe) e si erano conosciuti alle elementari. Due persone più diverse non potevano esserci sulla faccia della Terra ma anche due collaboratori migliori.

Dan era il classico WASP di origine inglese. Suo padre era pastore della parrocchia di Saint Louis. La sua educazione rigida era compensata da numerosi romanzi gialli e noir che leggeva di nascosto. A 21 anni decise di lasciare il rigido ambiente puritano familiare per fondare, insieme all’amico e socio Bubba, la sua agenzia d’investigazione.

Bubba, invece, proveniva dai quartieri popolari di Chicago e l’unica cosa che l’aveva salvato da un destino segnato come spacciatore era il suo vasto cervello e la sua immensa cultura. Cosa di cui però nessuno si accorgeva essendo lui un afro-americano alto quasi due metri con due spalle più larghe della sua porta di casa e il viso da boxeur fallito. Difficile immaginarlo per quello che realmente era: un nerd amante di videogiochi, giochi di ruolo e gattini su Youtube (quando voleva svagarsi).

I due si erano conosciuti alle elementari ed erano diventati fin da subito grandi amici  nel momento in cui avevano dovuto fronteggiare insieme il “caso del ladro di merendine” .

Da un po’ di tempo, infatti, stavano sparendo troppe merendine agli zaini dei loro compagni di classe. Con un’abile prova di intuito e deduzione avevano tenuto il conto delle persone che erano entrate e uscite durante la lezione. Poi avevano escluso gli obesi che ci avrebbero messo tropo tempo per poter rubare tute quelle merendine e Carl Denton, il loro compagno di classe perennemente con le mani unte, per il fatto che gli zaini erano rimasti puliti. Se fosse passato lui non sarebbero stati così intonsi.

La cosa che non tornava. oltre alla rapidità del delitto, era stato il fatto che non c’era nessuna impronta (erano riusciti a ricreare la polvere per rintracciare le impronte digitali nel laboratorio di chimica) sulle maniglie degli zaini. Perciò il colpevole doveva avere usato qualcosa per aprirli. Qualcosa come…una forcina per capelli. Che avevano solo le femmine.

Fu a Bubba che venne questa intuizione, anche se Dan l’avrebbe sempre rivendicata come sua.

Riguardando i nomi dei loro compagni di classe venne fuori che l’unica femmina ad essere uscita continuamene durante le lezioni era Jenny O’Mallen, la loro compagna di classe che partecipava a tutte le sfilate per ragazzine, costretta dalla madre, ex-modella di Vogue. Quella che era sempre costretta a una dieta perenne e incredibile per una ragazzina della sua età e girava sempre con abiti più grandi di lei con enormi tasche, per sembrare più magra. Grandi abiti. Con grandi tasche.

Da questo loro primo caso, risolto insieme, nacque l’amicizia tra i due, portata avanti negli anni nonostante le differenze sociali e razziali. Per questo li avevano soprannominati Stockton e Malone (era pur sempre la Chicago degli anni 90). Quei due soprannomi si erano cuciti addosso a loro, tanto che anche la loro agenzia investigativa aveva preso quel nome: Agenzia Investigativa Stockton & Malone. L’ultima sponda per i casi senza speranza.

Anche se, in quel momento, l’unico caso senza speranza era il loro: pagare le bollette arretrate del gas per il loro studio. E per l’elettricità: i videogiochi di Bubba non funzionavano gratis.

Sarebbero riusciti i nostri eroi a risolvere questo caso? Solo la Storia avrebbe potuto dirlo. Ma noi lo scopriremo solamente se loro stessi ce lo vorranno rivelare, un giorno.

“Opera tutelata dal plagio su www.patamu.com con numero deposito 55825″

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