La posizione dello scrivano

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Non è il kamasutra ma una serie di consigli utili per non avere dolori indesiderati.

Scrivere è una bella attività che può dare sicuramente molte soddisfazioni, ma per lo più è un’attività sedentaria.

A volta capita di dover passare ore e ore seduti e, dopo quel lasso di tempo, ritrovarsi “per caso” con dei dolori alla schiena una volta alzati.

Può sembrare una pedanteria per bambini ma, in effetti, a volte il cosiddetto “blocco dello scrittore” può anche essere dato da questi inconvenienti fisici. Aiutare il nostro corpo a sbloccarsi può sbloccare anche la nostra creatività (consiglio dato sulla base di esperienze reali).

Innanzitutto, prima di mettersi a scrivere è necessario controllare il nostro “ambiente di lavoro”. Sia che scriviate per piacere nella vostra cameretta, sia che abbiate un vero e proprio ufficio (in questo caso vuol dire che siete scrittori affermati e quindi, in teoria, dovreste sapere queste nozioni, o almeno rispettare le normative sulla salute e sicurezza sul lavoro) ci sono alcune norme da rispettare per evitare rischi:

Assicurarvi che la posizione di lavoro sia ergonomica: la sedia deve essere all’altezza giusta per poter vedere lo schermo senza doversi avvicinare, i piedi dovrebbero stare piatti sul pavimento e la schiena dovrebbe essere stesa.

Per capirci, ecco un disegno più che esplicativo:

la-corretta-postura

Piccolo esercizio per verificare la vostra “immagine corporea”: provate a scattarvi una foto mentre scrivete (magari impostando la modalità “auto-scatto” nel vostro smartphone/macchina fotografica/fotocamera/qualunque-aggeggio-usiate-per-fare-foto…) e fare il  confronto con questa foto.

Attenzione a non “scivolare” sulla sedia: più ore si passano seduti a scrivere e più c’è la tentazione di “afflosciarsi” sulla sedia andando sempre più in giù con la schiena e avvicinandosi allo schermo. La schiena deve stare il più steso possibile. In questi casi è consigliabile alzarsi, muoversi (magari facendo streching o esercizi come i 5 tibetani o i dorsali), onde evitare il rischio di scoliosi o lordosi.

Cronometrare il tempo in cui si sta seduti e fare almeno cinque minuti di pausa ogni tanto.  Magari sfruttando questo tempo per andare in giro e prendere spunto da tutto ciò che si vede o si ascolta. Consigliabile fare qualcosa di pratico, di manuale, perché è “toccando con mano le cose” che si sviluppano tutti i sensi (ed è un ottimo spunto per provare poi a scrivere tenendo conto anche di questi aspetti). Rompere la monotonia is the way.

Valuta postazioni alternative per scrivere. Chi l’ha detto che l’unica posizione adatta per scrivere è quella da seduto? Da sdraiati, per terra, da in piedi (molto utile)… sono tutte posizioni alternative rispetto allo stare seduti che non intaccano l’esercizio della scrittura (ricordiamo che per scrivere, a volte, basta un foglio e una matita). Fonti a noi certe riportano di scrittori che scrivono al computer correndo su un tapis roulant!

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