L’amica invisibile

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Ovvero mai far arrabbiare un’addetta alle anagrafe.

Oggi Maria è entrata tardi a scuola.

Un ritardo dovuto al fatto che era concentrata a completare un gioco online. Un ottimo motivo, quindi, per ritardare la colazione di capsule energetiche che prende ogni mattina.

Salvo il fatto che, così facendo, ha perso il Velocibus che collega tutti i quartieri del Distretto in cui abita.

Sebbene il secolo di Maria sia il XXIII e la società sia iper-asservita da qualunque tipo di servizio, alcuni dei problemi soliti della quotidianità non si risolvono mai.

«Eccomi signora Baumann, mi scusi il ritardo» sono le sue parole dopo un ritardo di ben 10 minuti. Che per qualcuno non sono niente, per gli abitanti precisi del XXIII secolo sono un’infinità.

La maestra, che poi è un mega-computer con fattezze da donna sulla quarantina d’anni, non calcola neanche la sua entrata e continua imperterrita la sua lezione sui cambiamenti di stato dell’acqua, da solida a gassosa.

«Signora Baumann, è entrata Maria» cerca di ripetere Lisa, la sua compagna di banco e  migliore amica. Solo in quel momento la voce pre-registrata del robot si spegne per un aggiornamento del sistema di dati.

«Mi spiace ragazzi», fu la risposta della signora Baumann, «non mi risulta nessuna Maria presente in classe, riconosco che c’è qualcosa di anomalo nella classe ma non capisco cosa per cui il consiglio è di lasciarla lì e ignorarla. Continueremo la lezione fino a che il sistema non avrà identificato l’anomalia».

Maria prova a ribattere: frequenta quella scuola da sempre come può averla dimenticata? Forse è scaduta la garanzia alla prof-computer. Fatto sta che, per quella giornata, Maria passa tutto il tempo seduta senza fare niente. È diventata un’anomalia. E di conseguenza anche tutti gli altri compagni  di classe non parlano con lei per il fatto che non esiste.

È diventata praticamente invisibile.

La situazione va avanti anche nei giorni seguenti. Anche se Maria deve ammettere che questa sua situazione non le fa tanto schifo. Può permettersi di seguire le lezioni come di non seguirle. Può girare per la scuola e nessuno la riconosce. E questo ha due conseguenze molto interessanti: vedere il mondo come da un oblò di una nave e riconoscere i movimenti sincopati e i tic impercettibili delle persone. Tanto da segnarsele diligentemente nel suo diario. E può anche fare scherzi a chi gli sta antipatico: tanto non possono punirla, non esiste.

Ma non è che Maria sia sola, anzi. La sua nuova condizione di “amica invisibile” la rende adatta per chi vuole confidarsi con lei e per chi ha voglia di sfogarsi. Come, d’altra parte, si fa sempre.

Dopo qualche mese però la noia comincia a farsi sentire. E allora Maria vuole avere delle prove che questa situazione sia totale. Se al di fuori della scuola le persone le parlano allora vuol dire che è un problema del sistema elettronico della scuola. Perciò esce dal cancello della scuola e va verso…no a casa no. Lì è troppo facile: è già invisibile di suo. Mamma e papà sono sempre troppo indaffarati per occuparsi di lei. Da quando è cominciata non si sono neanche accorti dell’anomalia a scuola.

No, preferisce andare da Nello, il gelataio che sta in fondo alla via. Ordina un gelato e chiede di poter pagare con la carta-bimbo che gli consente un gelato gratis al mese. Ma quando Nello passa la carta nella cassa elettronica questa fa uno strano rumore:«Mh!», dice Nello che, in genere è di poche parole ma risulta efficace lo stesso.

«Qui c’è qualcosa che non va. Tu ragazzina non esisti per il sistema di dati. E se non esisti lì vuol dire che, in generale, non esisti perchè non può esistere nulla che non sia registrato. In questo momento, dunque, io sto parlando con nessuno». «Sì ma io ci sono. E sto parlando con lei». «Già e questo è un fenomeno curioso. Può essere che qualcuno esista pur non esistendo?», essendo gelataio Nello è anche un po’ filosofo, come tutti coloro che hanno a che fare con i gelati e i bambini.

«Qui le opzioni sono due: o il gelato mi ha dato delle visioni oppure qualcuno ha cancellato il tuo file», è la constatazione finale di Nello, che, tra le altre cose, è anche appassionato di gialli, thriller e complottismi vari e segue tutte le trasmissioni televisive che parlano di misteri irrisolti.

«Sì ma chi potrebbe essere stato?» si chiede Maria.

Tornando a casa Maria ripensa al dialogo che ha avuto con Nello e pensa a chi potrebbe averla cancellata dal sistema.

Poi improvvisamente l’illuminazione che le fa raggelare il sangue. La signora Carletti!

Oddio, proprio lei no!

La signora Carletti era la loro vicina di casa, una vecchia impiegata comunale i circa 130 chili (con i vestiti addosso, però) che ce l’aveva con tutti i bambini del quartiere. E che tutti prendevano in giro, tra cui Maria. Il particolare rilevante però era il fatto che questa lavorava alle anagrafe e si occupava di aggiornare il mega-computer dove stavano le biografie di tutte le persone. Ed effettivamente, se lei avesse voluto avrebbe potuto tranquillamente cancellare la sua identità per sempre da tutti i computer del distretto.

Maria ricorda in particolar modo quella volta in cui l’aveva apostrofata dandole della grassona. Non era stato così piacevole come l’aveva immaginato. Ricorda ancora il suo sguardo, tipico di chi cerca vendetta.

Maria ora è davanti alla porta di casa della signora Carletti. proprio mentre sta meditando su cosa dirle la porta si apre e compare il donnone davanti a lei: «Che vuoi?», chiede. «Ti ho fatto una domanda, sarebbe cortesia rispondere. Cosa ci fai davanti a casa mia?»

Maria deglutisce poi lentamente risponde:«Salve, … ecco..io… le sembrerà assurdo ma… volevo chiederle se lei mi vede». «Non ti diverti ad essere invisibile vero?», il sorriso malizioso nasconde in realtà una nota amara.

La signora Carletti fa entrare Maria dentro casa e le spiega ogni cosa: quella volta in cui lei l’ha presa in giro per ripicca è andata a cercare nel suo computer il suo file. Lei  gestisce più di 5000 file ciascuno dedicati a una persona del distretto e di essi conosce tutti gli aspetti della vita perché deve continuamente aggiornarli. Ha trovato quello su Maria e l’a cancellato definitivamente dal sistema, di atto cancellandone l’esistenza. Poi è andata a dormire soddisfatta.

Prima però ne ha salvato una copia nel suo computer, per cui volendo la può sempre re-inserire volendo. Maria chiede scusa alla signora per il suo comportamento. Lei la guarda con aria severa ma poi non può fare a meno di mettersi a ridere. In fondo è una signora gentile e confessa che si è divertita a spiarla in questi giorni mentre tentava di relazionarsi con le altre persone senza riuscirvi. Ora però il gioco è finito e decide di ridare a Maria la sua identità.

Vi sembrerà strano a dirsi ma ora le due sono grandi amiche. Una volta a settimana Maria passa a trovare la signora Carletti che le fa vedere i file delle altre persone e le due le commentano divertite insieme. Lei invece le passa il gelato di Nello e ha messo in giro la voce che chi si azzarderà ancora a insultarla per il suo peso riceverà da lei quattro ceffoni.

E credetemi, Maria non è tipo da sottovalutare. Sa come farsi ricordare, con o senza file.

 

 

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