Speciale #Sanremo2017

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In occasione del Festival della Canzone Italiana noi proponiamo un nostro “contro-festival”.

Da martedì partirà, come di consueto, un evento che ci accompagna ogni anno con tutto il suo carico di nazional-popolarità.

Stiamo parlando del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, altrimenti noto, per semplicità (per venire incontro alle nostre ridotte capacità mentali) come #Sanremo2017.

Dal momento che al Trickster le manifestazioni troppo nazionalpopolari non piacciono perché sono noiose e commerciali spesso non c’è spazio per le canzoni che piacciono a lui, quelle che intrattengono, certamente, ma raccontano anche delle storie, abbiamo pensato di proporre un nostro Speciale Contro-Festival dove abbiamo scelto quelle che, secondo noi sono le vere canzoni italiane “popolari”. Nel senso che partono proprio dal territorio popolare e dai dialetti (che sono un vero e proprio patrimonio linguistico e culturale quando non sono usati per fare retorica politica). Per ogni regione italiana (quasi tutte in realtà, di alcune non siamo riusciti a trovare artisti causa scarsità di conoscenze da parte nostra e del web  in generale per cui non si offenda chi non trova canzoni dalla propria regione) abbiamo selezionato artisti che scrivono e cantano canzoni nel proprio dialetto, possibilmente mischiando generi musicali “moderni” (folk-rock, world music, rap…) per cui non ci sono canti degli alpini ma vere e proprie composizioni più o meno contemporanee scritte da cantautori o gruppi (dalla seconda metà del 900 ad oggi per intenderci).

Godetevi questo nostro speciale Viaggio in Italia.

Piemonte -Mau Mau

Il gruppo piemontese dei Mau Mau si forma nel 1991 sull’onda del folk-rock e della Patchanka, generi che all’epoca stavano avendo un discreto successo commerciale. Il gruppo mischia così brani scritti in dialetto piemontese con musica tribale africana e il reggae. Il nome deriva dal gruppo di liberazione del Kenya dalla colonizzazione inglese (i Mau-Mau appunto) durante gli anni ’50, ma con questo termine si indicano, nella lingua piemontese, i meridionali o qualsiasi scuro di pelle che arrivava a Torino in cerca di lavoro. Il brano Paseo Colon racconta del tema dell’emigrazione dal meridione, vero e proprio leitmotiv di molti brani del gruppo.

Lombardia – Davide Van De Sfross

Davide Van De Sfross (nome d’arte di Davide Bernasconi) è un cantautore comasco che ha fatto riscoprire a tutta Italia (anche con la partecipazione, per l’appunto, a Sanremo nel 2010) il dialetto lagheè parlato nelle valli attorno al lago di Como. Nei suoi brani la parlata dialettale aiuta a descrivere scene di vita, personaggi e storie tradizionali ma anche contemporanee. In questo brano, ad esempio, si parla di tre amici che, dalle campagne comasche, partono alla volta di Milano in cerca di fortuna, ma il destino si metterà in mezzo…

Veneto – Pitura Freska

I Pitura Freska sono stati (purtroppo si sono sciolti nel 2002) un gruppo veneziano di musica reggae. Se la contaminazione tra linguaggio dialettale e generi musicali moderni non è una novità per questo tipo di gruppi, lo è decisamente lo stile usato da questa band che vira verso il demenziale (sullo stile degli Skiantos) con testi che raccontano di storie di periferia dove il sesso e la grappa (e la mariuana) la fanno da padroni. In questo brano si racconta di un surreale viaggio fatto per andare ad ascoltare il concerto dei Pin Floi.

Friuli Venezia-Giulia – DHL Posse

L’hip hop è un linguaggio universale che può contribuire ad avvicinare diverse culture (in teoria è nato per questo). Fare canzoni hip hop significa avere una buona padronanza del linguaggio ma anche il senso del ritmo per abbinare le parole alla musica. Difficile da fare con l’italiano che ha una musicalità tutta sua (per quanto oggi si parli di “hip hop italiano” che è, in realtà, sempre un miscuglio di generi diversi, non per forza legati a quel tipo di cultura). Per il dialetto, invece, è diverso: la struttura linguistica e grammaticale permette sperimentazioni come quelle dei DHL Posse che mischiano lingua italiana al dialetto friulano in un melting pot mai banale e facile. Come in Sunôr Bastarts dove si racconta, tramite metafore, l’individualismo della società contemporanea.

Trentino Alto Adige – Acajo

Gruppo musicale della Val Gardena che interpreta brani in lingua ladina moderna. Il loro stile musicale è molto vario e va oltre gli stessi confini del pop e del folk. Questa musica, difficile da definire, “vuole essere di contrappeso al mondo consumistico, alle esagerazioni, all’incessante ripetizione ritmica, alla rappresentazione logica” (dalla descrizione sul loro sito).
In questo brano si parla di un futuro distopico dove la tecnologia la fa da padrona egli umani sono disumanizzati (un Black Mirror in versione musicale praticamente).

Liguria – Fabrizio De Andrè

Qui, diciamolo, siamo andati abbastanza sul sicuro. Fabrizio De Andrè, anche grazie alla collaborazione con Mauro Pagani, è stato uno degli anticipatori della cosiddetta world music, genere musicale che si basa sulla contaminazione di musica etnica e pop. Due album, in particolare, sono da recuperare per scoprire questa fase cantautoriale di De Andrè : Crêuza De Mä e Le Nuvole.  Di Creuza De Ma vi segnaliamo in maniera particolare questa Sinàn Capudan Pascià, storia di un marinaio genovese della fine del ‘400 che davanti a Tunisi si scontrò, insieme alla flotta della sua città, con i turchi e, invece di combattere, buttò la spada e si convertì al nemico.Qualcuno dirà che è un voltagabbana; e in effetti lo è, ma lui si difende: “Sì, chiamatemi pure rinnegato, ma tutto quest’argento, quest’oro, chi l’avrebbe fatto luccicare al sole? E questo, semplicemente per aver bestemmiato Maometto, al posto del Signore”.

Emilia-Romagna – Modena City Ramblers

Coloro che hanno reso mainstream la folk music a inizio anni 90! I MCR nascono, in realtà, come gruppo di musica irlandese e (nonostante il nome) hanno sempre cercato di essere molto internazionali (alcune canzoni sono in spagnolo o inglese). Ciò non toglie che molte di queste riprendano direttamente dal folklore e dalle storie ambientate in terra emiliana. Come questa Al Dièvel, canzone che racconta della resistenza partigiana, ispirata alla vicenda (vera) di Germano Nicolini, il “comandante Diavolo”.

Marche – Kurnalcool

Band metal marchigiana (nativi di Falconara) che si diletta in testi dissacratori e ironici in dialetto marchigiano. Grandi bevitori di vino (il vi’, tanto che il loro stile è chiamato anche Vi’Metal) i Kurnacool sono il gruppo underground più “underground” che possiate immaginare. In Tu Madre si racconta di una storia particolare dai toni thriller che vi farà rizzare  i capelli in testa!

Umbria – Roco

Altro gruppo demenziale (caratteristica che, abbiamo notato, essere comune in questa particolare zona d’Italia). Giovanni Toccacieli, in arte Roco, racconta storie quotidiane con uno sguardo ironico e divertente. Qui si racconta dello scippo di una bici che…no non vi spoileriamo nulla, ascoltate e poi giudicherete.

Noterete che in questo articolo manca la Toscana tra le regioni del Centro Italia.  Questo perché ci sembrava superfluo dal momento che il dialetto toscano è quello che parliamo di solito come “italiano” per cui, solo per questo motivo, abbiamo deciso di saltarla e passare oltre.

Lazio – Orchestraccia/Edoardo De Angelis

La canzone Lella viene cantata per la prima volta da Edoardo de Angelis negli anni 70, in dialetto romanesco. La canzone ha un successo incredibile e viene ri-arrangiata e coverizzata da numerosi artisti. La versione che vi proponiamo è quella dell’Orchestraccia, originale gruppo formato da attori caratteristi del cinema e della televisione, i quali interpretano questa canzone da un punto di vista che finora era stato inusuale.

Abruzzo – NDuccio

Nduccio (all’anagrafe Germano D’Aurelio) è un cantautore, cabarettista e comico abruzzese. Il suo, in realtà, è un linguaggio per metà inventato che raccoglie un po’ tutti i dialetti del sud in maniera da essere comprensibile anche oltre i confini della propria regione.Questa canzone dai toni rock anni 50 è molto ironica e leggera tanto da sfiorare il nonsense. Un ottimo tormentone estivo che potrebbe essere rispolverato per le ferie di quest’anno.

Puglia – Sud Sound System

In Puglia c’è una tradizione musicale molto forte sia a livello di musica popolare (taranta, pizzica…) sia come musica folk mischiata ad altri generi. In particolare il reggae a metà degli anni 90 ha ispirato molti artisti (tanto che si è guadagnata l’appellativo di Giamaica italiana). La forte attenzione per la musica è testimoniato anche dalla rete Puglia Sounds che cura concerti di artisti pugliesi in tutto il mondo. Uno dei gruppi anticipatori (si può dire?…beh ormai l’abbiamo detto) sono stati i Sud Sound System, gruppo reggae di salentini ma cittadini del mondo come affermano loro stessi nella canzone Le radici ca tieni.

Campania – Foja

Anche la Campania è una regione che musicalmente è una spanna sopra le altre con una discografia che è pressoché sterminata e che comprende tutti i generi musicali possibili e immaginabili (recentemente si è parlato molto della scena hip hop campana con i successi di Rocco Hunt e Clementino). Basti poi pensare che la musica neomelodica napoletana è un vero e proprio mercato discografico a parte, con tanto di festival e media dedicati. Perciò la scelta del brano è stata parecchio difficile e sofferta. Alla fine, abbiamo scelto di rimanere nel folk-rock come genere musicale per cui la scelta è ricaduta sui Foja e sulla canzone a’Malia, tratta dalla colonna sonora del fortunato film d’animazione L’arte della felicità.

Calabria – Il Parto Delle Nuvole Pesanti

Anche se il gruppo si costituisce a Bologna nei primi anni 90, Il Parto delle nuvole pesanti è composto interamente da musicisti calabresi. Nelle loro canzoni vengono affrontati temi sociali importanti come l’emigrazione, la povertà,  l’emarginazione sociale, sempre però con quello spirito combattivo e ironico (la Raggia di cui parla la canzone che vi postiamo) tipica dello stile punk in cui il gruppo rientra pienamente.

Sicilia – Franco Battiato

Franco Battiato è un cantautore tra i più apprezzati non solo in Italia, ma anche all’estero. Anzi forse più all’estero che non in Italia dove ha sempre avuto poca considerazione rispetto a quanto si meriterebbe (secondo la nostra opinione). È sicuramente uno dei più internazionali dal momento che molte sue canzoni racchiudono termini da ogni lingua del mondo. Essere internazionali però non vuol dire che non si possano inserire anche le proprie origini: così ecco che alcune canzoni collegate al tema dei ricordi d’infanzia sono cantate nel dialetto siciliano come questa Stranizza d’amuri, canzone pacifista ambientata sul finire della Seconda Guerra Mondiale.

Sardegna – Menhir

E siamo alla fine del nostro viaggio che ci porta verso un’isola lontana e piena di fascino. Sappiamo che tutti voi vi aspettavate i Tazenda ma abbiamo deciso di rimanere nell’ambito hip hop in quanto abbiamo visto come questo si sia rivelato un linguaggio universale che, spesso, per il suo essere un genere periferico e che si adatta metricamente ai vari tipi di dialetti, è stato capace di dare voce a zone che altrimenti sarebbero state dimenticate. Così è stato per la Sardegna che, sul finire degli anni 80 è stata all’avanguardia in questo senso con la formazione di gruppi come i Menhir qui sopracitati. Ascoltiamo allora Traballande che ci saluta con il suo ritmo frenetico e trascinante e la musicalità della lingua sarda.

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