hitchcock-truffaut

La suspense spiegata direttamente dal “maestro del brivido”.

All’inizio degli anni 60 Francois Truffaut e Alfred Hitchcock sono, rispettivamente, uno dei principali artefici della Nouvelle Vague francese e grande critico che ha rivoluzionato (e non poco) il modo stesso di intendere il cinema, e il “maestro del brivido”, abile mestierante e artigiano di pellicole horror e thriller, ma non ancora degno di essere assorto al rango di “autore cinematografico”.

Truffaut pensa, invece, che Hitchcock sia un genio dell’arte cinematografica e intende scrivere un libro su di lui. Chiede perciò di poterlo incontrare e discutere con lui del suo argomento preferito: il cinema. E chiede, inoltre, di poter registrare le loro conversazioni. Hitchcock, notoriamente schivo da interviste e cose simili, stranamente accetta.

Ne verrà fuori una delle interviste (e un libro), tra le più belle della storia della settima arte. E anche una sincera amicizia tra due menti eccelse.

Tutta questa storia potrebbe essere tranquillamente un buon film già di per sé (e di fatto è stato realizzato, nel 2015, un ottimo documentario, Hitchcock/Truffaut, al riguardo la cui locandina è stata scelta come immagine per questo articolo). Ma non è solo per raccontare un allegro aneddoto che ve l’abbiamo narrata.

Una delle informazioni più interessanti che è venuta fuori da questa storica intervista è il concetto di suspense. Si può attribuire, infatti, a Hitchcock la definizione e la nascita di questa tecnica narrativa, la quale può essere così riassunta:

“La differenza tra suspence e sorpresa è molto semplice e ne parlo spesso (…). Noi stiamo parlando, c’è forse una bomba sotto questo tavolo e la nostra conversazione è molto normale, non accade niente di speciale e tutt’a un tratto: boom, l’esplosione. Il pubblico è sorpreso, ma prima che lo diventi gli è stata mostrata una scena del tutto normale, priva d’interesse. Ora veniamo alla suspence. La bomba è sotto il tavolo e il pubblico lo sa, probabilmente perché ha visto l’anarchico mentre la stava posando. Il pubblico sa che la bomba esploderà all’una e sa che è l’una meno un quarto – c’è un orologio nella stanza – : la stessa conversazione insignificante diventa tutt’a un tratto molto interessante perché il pubblico partecipa alla scena. Gli verrebbe da dire ai personaggi sullo schermo: ‘Non dovreste parlare di cose banali, c’è una bomba sotto il tavolo che sta per esplodere da un momento all’altro’. Nel primo caso abbiamo offerto al pubblico quindici secondi di sorpresa al momento dell’esplosione. Nel secondo gli offriamo quindici minuti di suspence”.

Ecco spiegata cos’è la suspense. Il senso di terrore nasce da questo “semplice” gioco di consapevolezza del lettore/spettatore e fa leva sul suo senso d’impotenza nel poter cambiare gli eventi che stanno accadendo. Lo scrittore gioca, in questo caso d’anticipo, svelando dei particolari o anticipandoli (per una volta lo spoiler diventa positivo).

Andando però oltre il genere thriller si può notare come questa tecnica venga usata in molte occasioni proprio per il fatto che fa leva su un’emozione umana molto comune: la curiosità. Questa viene tenuta in sospeso fino all’ultimo e alimentata. Anzi, si può affermare che questa sia una tecnica “universale” tipica di molti tipi di narrazioni.

Anche in Romeo e Giulietta, a pensarci, l’espediente del veleno è già noto agli spettatori. Eppure assistiamo impotenti alla scena del suicidio di Romeo e della conseguente morte di Giulietta. Ugualmente le commedie degli equivoci si basano sugli stessi meccanismi, solo declinati alla commedia, per l’appunto.

In generale nelle storie d’amore l’argomento che viene lasciato in sospeso è se la relazione tra i due amanti andrà a buon fine e, nella commedia, se l’intrigo o la beffa architettata ai danni del malcapitato di turno andrà secondo i piani.

Il fattore comune è sempre quello di suscitare interesse e curiosità nello spettatore. La morte annunciata di uno dei personaggi può essere un ottimo aggancio (cliffhanger, come viene definito nelle serie tv, che altro non è che un metodo per creare suspense) per questi obiettivi, ma, ovviamente, non è l’unico.

Ricapitolando, dunque, le basi per la tecnica della suspense sono: individuare il punto d’interesse per il lettore/spettatore, tenerlo in sospeso più del dovuto e, soprattutto, non avere paura di mostrare le conseguenze o anticipare qualcosa. Perché sarà proprio quel “qualcosa” anticipato il segreto della suspense.

Che dire, a questo punto…show don’t tell!

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...