Stockton & Malone: grosso guaio a Chinatown

Chinatown_manhattan_2009.JPG

La coppia d’investigatori più bizzarra di Chicago in una nuova avventura.

Per sapere chi sono Stockton e Malone leggete qui.

Di solito le storie come questa iniziano con una bella bionda dalle gambe sottili che entra nello studio del detective privato di turno sottoponendo al diretto interessato un caso che non si lascerà di certo sfuggire. Poi  i due scoperanno da qualche parte.

Sì, questo nei romanzi. Nella realtà invece c’è una vecchia signora cinese che si sta sforzando di far capire a Bubba qualcosa di indecifrabile per lui. Da quanto tempo abiterà a Chicago? Eppure le uniche parole che ha imparato sono “Buongiorno” (anzi, “buongiolno”) e “ristorante”, presumibilmente quello per cui lavora. Per il resto è tutto un mimare e citare versi a caso, almeno dal punto di vista del povero Bubba che, da solo in ufficio, deve sorbirsi la vecchia. Dove diavolo è Dan una volta che serve? È lui quello fissato per le lingue straniere, ne parla almeno cinque.

Invece c’è lui e da mezzora sta cercando di far capire alla signora che deve spiccicare e parlare più lentamente, ma non c’è verso. È arrivato a doversi spiegare con i disegni per farsi capire.

Poi all’improvviso eccolo lì, bello come il sole, arrivato direttamente dal letto (ha ancora il segno della ringhiera sulla fronte dal momento che dorme praticamente attaccato ad essa). «Dove cazzo eri finito? È un ora che ti chiamo» si lamenta Bubba. Dan lo guarda con aria stranita: «Beh, ero a fare un pedinamento no?». «Certo, come no. Senti c’è qui questa vecchia che si lamenta non so di cosa. Ci vuoi parlare tu?». Dan nota solo ora l’anziana signora: « Bubba dai non essere scortese con i clienti. Ni hao ma, lady?», comincia lui con fare da uomo di mondo e la sua faccia da pesce lesso che serve a rassicurare le donne. In questo modo crea subito un contatto con l’anziana e i due cominciano a parlare comes e si conoscessero da sempre. Sempre così, con le donne il migliore resta sempre Dan. Meno male che Bubba però è la vera mente investigativa dei due.

L’omone nero rimane in disparte cercando di capire di che cosa hanno così tanto da parlare i due. Poi rinuncia a capire e fa finta di controllare il registro. In realtà questo è vuoto da mesi e dentro c’è nascosto un fumetto di supereroi, Bubba si distrae leggendo quello. Poi la signora si alza e se ne va. «Dai sbrigati, dobbiamo andare a Chinatown», gli dice Dan.

«Ehi,. ehi aspetta, Jack Nicholson dei poveri cosa ci andiamo a fare là? E poi cosa voleva Jackie Chan?» «Veramente si chiama Hu di cognome la signora» «E tu ti chiami Einstein perché sai riconoscere l’ironia vero? Comunque riformulo la domanda: cosa voleva la signora Hu?» «Oh beh, niente, è stato solo ucciso suo marito ieri mattina, ci chiedeva se potevamo indagare», risponde Dan tranquillamente. A Bubba strabuzzano gli occhi: un caso vero, finalmente, dopo mesi. Un omicidio per giunta. Vorrebbe strozzare il collega ma l’amicizia (e le rate di affitto dello studio, troppe da pagare da solo) hanno il sopravvento su di lui.

I due giungono sul posto con i mezzi pubblici (l’auto costa troppo per i due squattrinati detective) e si trovano fin da subito davanti la scena del crimine piena di poliziotti della scientifica e agenti.

«Ehi guarda chi c’è. Buongiorno United Colors Of Benetton!». A sfotterli, ricordandogli una campagna pubblicitaria che va molto in quegli anni, è il commissario Di Lorenzo, uno stronzo italo-americano razzista e xenofobo come pochi. Peccato sia anche il capo della Omicidi e l’incaricato di occuparsi dell’indagine che interessa anche a loro.

«Arrivate tardi, è già chiaro tutto: rapina andata a male. Se non altro ci sarà un giallo in meno in questo fottuto quartiere», gli dice in tono sprezzante sputando per terra.

«Veramente non mi sembra neanche che vi siate impegnati abbastanza per cercare il colpevole. Soprattutto se gli agenti girano tranquillamente per la scena del crimine toccando tutto senza guanti» gli risponde Bubba che avrebbe voglia di spaccargli la faccia a pugni. «Già e poi noi abbiamo una richiesta specifica di un parente della vittima e sai che se vogliamo indagare possiamo avere i permessi che vogliamo» gli risponde Dan che sa bene come hanno avuto la licenza grazie ad alcune conoscenze di famiglia.

«Beh fate come vi pare, divertitevi a giocare ai detective sfigati, noi andiamo a prenderci un caffè» e se ne va ridendo facendo cenno ai suoi agenti di alzare i tacchi.

Per nulla intimoriti, Dan e Bubba si mettono al lavoro seguendo alla lettera il manuale del perfetto detective. Cominciano ad analizzare ogni frammento di polvere e a fotografare tutta la scena del crimine. Il morto è avvolto da un telo. Il corpo bianco sembra una statua di cera con schizzi di colore rosso e piccoli buchi neri.

Però non ci sono segni di scasso, la vittima conosceva i suoi assassini. Questo esclude la rapina checché ne dica Di Lorenzo. Omicidio premeditato è la diagnosi dei due detective.

I due ora cercano di sapere qualcosa da personale del ristorante ma è tutto un vociare di dialetti asiatici o, al contrario, omertà assoluta. Gli asiatici non si fidano di loro, neanche con la mediazione della signora Hu.

«Vabbé per oggi non ne ricaviamo nulla portiamo ad analizzare il materiale e poi cercheremo di risolvere la faccenda» dice Bubba.

Proprio in quel momento si avvertono dei rumori provenire dai bagni del ristorante. Bubba e Dan si dirigono verso la porta e vedono una figura vestita di nero sgattaiolare fuori alla finestra. Si lanciano al suo inseguimento ma la vita sedentaria finora condotta si fa sentire su di loro. Hanno già il fiatone dopo neanche due metri. Qualcuno si era introdotto nel ristorante dopo l’omicidio. Oppure era lì già a tempo? Perché era lì? Cosa stava aspettando?

I due detective cadono stremati a terra. «Bibita e pizza da Neal?» suggerisce Bubba.

«Direi proprio di sì» annuisce Dan e sviene a terra. Questi bianchi, pensa Bubba, non hanno proprio il fisico. E poi sviene anche lui.

Continua…

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: