Il tatuaggio

IL_LEONE_E_I_MONACI_TEMPLARI-_AFFRESCHI_CONTROFACCIATA_S._BEVIGNATE

Un Assassin’s Creed all’italiana.

La città di notte si chiude su sé stessa e sui propri portici. È una madre calda e avvolgente ma anche mortale. Non sai mai cosa si può nascondere dietro una colonna o una porta.

Anche fratello Arduino non lo sa e neanche può immaginarlo. Quando l’Ombra che si aggira sui tetti e sulle travi di legno lo coglie i suoi pensieri sono rivolti al brodo che lo attende in convento. Certamente non ai massimi sistemi dell’universo.

Un urlo soffocato, un rosario che cade per terra, un fiotto di sangue rosso che si sparge nel terreno pietroso.

L’Ombra si allontana nella notte mentre cominciano ad arrivare le guardie. Da lì la notizia si diffonde rapidamente e cominciano ad aprirsi gli usci delle case signorili. Una situazione apparentemente senza via di scampo. Eppure l’Ombra riesce a passare sopra le loro teste, aggrappandosi a colonne e travi e alle finestre.

Balza sopra i tetti rossi della città e scivola tra una tegola e l’altra. Era abituata ad arrampicarsi tra i minareti delle moschee in Oriente. Ad un certo punto balza dentro una corte interna.

La prassi vorrebbe che non si fermasse ma proseguisse fino alle mura della città, ma l’occhio dell’uomo razionale spesso non riesce a distinguere i contorni nell’oscurità. Non può sapere che in questa corte c’è un pozzo dimenticato da tutti perché da anni non porta più acqua. Ma entrando nel pozzo si accede a un sotterraneo che porta a un cunicolo che percorre diagonalmente l’intera città.

Così, in poco tempo, si ritrova in aperta campagna, fuori dalle mura che circondano le case. Ed è libero.

«Dunque è morto?» chiede l’uomo incappucciato.

«Se non lo fosse non mi sarei presentato da te. Non lascio i lavori a metà io» la placidità del fiume su cui si trova la barca dell’uomo incappucciato e la brezza primaverile della bassa padana che li circonda fanno da contorno stridente al dialogo tra questo e l’Ombra.

Tra i due c’è più reciproca paura che non rispetto, paura per i segreti che l’uno custodisce dell’altro.

«Non volevo mettere in dubbio le tue capacità, ma capisci, con quello che c’è in ballo… toglimi solo una curiosità, come hai riconosciuto che era lui?»

«L’altro giorno in chiesa ho finto di essere un pellegrino e mentre mi confessava gli ho osservato il braccio da vicino: aveva tatuata la croce celtica. Sì era sicuramente del nostro stesso ordine. E ormai è un nostro ex-nemico morto» conclude l’Ombra. Non un dubbio può avere circa la sua condotta, non sono permessi dubbi. Tutto ciò che compiono è volere divino.

Purtroppo non tutti la pensavano come lui, per alcuni entrare nell’Ordine era solo un mezzo comodo di avere dei vantaggi. Come frate Arduino d’altronde, così sicuro di essere in salvo solo per quel disegno sul braccio. E invece proprio quello era stata la causa della sua rovina.

«Molto bene, allora avrai la tua ricompensa»

«E tu avrai il tuo piccolo pezzo di regno. Spero almeno che lo amministrerai bene» sorride ironica l’Ombra, uno dei pochi momenti in cui lo si può vedere in questo stato.

L’uomo incappucciato accenna anche lui a un flebile sorriso. Lascia l’Ombra ai suoi pensieri e spinge con i remi la barca lungo il fiume, che poi è poco più che un semplice canale. Ma presto diventerà qualcosa di più, pensa tra sé.

Pensa che ha fatto bene a mettersi in mezzo nella lotta tra le fazioni dei Templari e trovare quella giusta con l’accondiscendenza del papato. Ora che anche l’ultimo che sapeva dei suoi loschi traffici è stato ucciso niente gli può impedire di prendere il potere nella città dove da anni, lui e altre famiglie fanno affari. I signori della canapa li chiamano.

L’uomo incappucciato, che di cognome fa Pepoli, guarda dietro di sé: l’Ombra è sparita come fa sempre. C’è da sperare che rimanga dalla sua parte, nonostante non corra buon sangue tra loro. Intanto ripercorre il canale fino al mulino dove da anni fa affari. Quello è il suo vero regno, l’attività che gli ha permesso di acquisire potere. E ora la sfrutterà per impossessarsi di quella città dove un tempo studiava. Lui, il fuoriuscito, il reietto, prenderà il potere.

E niente lo fermerà.

In hoc signo vinces pronuncia tra sé guardandosi il tatuaggio. Una croce celtica che si allunga sempre di più sulle sue vene. L’Ombra è sparita, ora arriverà la Luce.

 

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