Cronache da Cartoonia 2

Future-Film-Festival-2017

Di nuovo dentro il fantastico mondo dei cartoni animati.

Dal 2 al 7 di maggio si è svolto a Bologna il Future Film Festival, il festival internazionale del cinema d’animazione e delle nuove tecnologie.

Anche in questa occasione ho avuto modo di partecipare all’evento e vedere parecchie cose interessanti.

Ricordate il pitch che avevo fatto a Cartoons On The Bay? Beh ho avuto l’occasione di riproporlo davanti a una giuria di esperti del settore (Fabrizio Palaferri di Antoniano Production, Fulvia Serra di Gertie e Marcio Cortez Melendez di Turner Italia). Io e altri autori dunque abbiamo avuto l’opportunità di ricevere delle indicazioni utili riguardo i nostri progetti oltre a un buon riconoscimento per il nostro lavoro di cui andiamo molto orgogliosi.

Al di là delle soddisfazioni personali però l’evento è stata l’occasione per approfondire il mondo dell’animazione e degli effetti speciali applicati ai new media (che sono i due temi della manifestazione) grazie ad alcune masterclass interessanti di animatori e graphic designer come Barry Purves (autore di numerosi cortometraggi in stop-motion e colaboratore di Tim Burton) e William Gabriele (creatore degli effetti speciali di Animali fantastici e dove trovarli). Durante gli incontri è stato molto bello vedere realizzati davanti ai nostri occhi la creazione dei loro personaggi e l’attenzione verso i dettagli più minuziosi che rivela tutta l’artigianalità che c’è diretro a un lavoro digitale (purtroppo non si potevano fare nè foto nè video per cui dovrete accontentarvi di questa descrizione).

Novità di quest’anno e appuntamento imperdibile sono state le Comics Zone, uno spazio interno al Festival dedicato al mondo del fumetto. Ogni pomeriggio un autore di fumetti raccontava la genesi dei suoi personaggi disegnandoli “live” per il pubblico e rispondendo a domande e curiosità (non è mancato, ovviamente, il momento dedicato a sketch e autografi personalizzati) ho così potuto ammirare direttamente il lavoro di artisti come Vittorio Giardino e Giuseppe Palumbo.

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Giuseppe Palumbo disegna un mega-crossover con Martin Mystere, Diabolik e Lupin III
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I personaggi del fumetto Friedman disegnati da Vittorio Giardino per il Future Film Festival

Altra novità è stato lo Spazio VR dove il pubblico poteva sperimentare la cosiddetta realtà aumentata (di questo argomento ho parlato anche in un precedente articolo) entrando in un’apposita struttura e immergendosi letteralmente dentro 3 cortometraggi di cui era sia spettatore che attore. Un esperimento molto interessante sia a livello visivo che di narrazione in sé.

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La struttura che ospitava lo Spazio VR al Future Film Festival

Passando alla parte principale del Festival (i “cartoni animati” volgarmente detti che includono però numerosi film in “live action”) il programma di quest’anno forse era meno “ricco” rispetto a quello di altre edizioni ma non per questo meno interessante.

Si parte il primo giorno, martedì 2 gennaio, con A Monster Calls, ultimo film del regista spagnolo Juan Antonio Bayona (autore delll’horro indipendente The Orphanage), tratto dall’omonimo romanzo di Siobhan Dowd e Patrick Ness.  Il film è una trasposizione abbastanza fedele del romanzo anche se il finale potrebbe deludere in quanto ne viene smorzato il significato nascosto (forse effettivamente troppo forte per il pubblico di famiglie a cui il film è indirizzato). Rimane comunque un’opera originale nel suo genere, capace di mescolare fantasy per bambini e horror unendo sia live-action che animazione (e con un’inedito Liam Neeson nei panni del Mostro, realizzato con la tecnica della motion-capture).

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A Monster Calls

Tra i film d’animazione veri e propri sono da segnalare A Silent Voice, film record d’incassi in Giappone che tratta in maniera inconsueta il tema del bullismo, e The Girl Without Hands del regista francese Sebastian Laudenbach, riproposizione di una fiaba classica dei fratelli Grimm in maniera moderna e con una tecnica d’animazione innovativa ad acquerello (che dimostra come l’animazione francese stia vivendo il suo momento d’oro)

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A Silent Voice
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The Girl Without Hands

In generale il consiglio è quello di leggere i nomi dei film premiati al Festival (che trovate qui) per farvi un’idea della grande qualità presente anche in un’edizione scarna come questa (ma che registra il record per quanto riguarda i cortometraggi presentati, purtroppo una sezione a cui non ho potuto partecipare).

Tra i film “live-action” da segnalare i film della sezione Apocalissi a basso costo, una sezione dedicata ai film italiani indipendenti di genere, universo parallelo al cinema “mainstream” che è oggi molto vivo e dimostra come il cinema di genere italiano sia più vivo che mai.

A tal proposito è stata molto interessante la Tavola Rotonda sul nuovo cinema fantastico italiano a cura del giornalista e critico Raffaele Meale e i registi presenti in questa sezione. Durante il dibattito vengono fuori i numerosi problemi del cinema italiano di genere (poca voglia di rischiare da parte dei produttori, muro tra produzione e sala, poche collaborazioni tra gli stessi autori,…) ma anche lo spirito e la passione che anima questi registi ad andare avanti nonostante tutto e con soluzioni inedite e artigianali. Ogni regista di questa sezione ha una sua particolare cifra stilistica che ha mostrato come ci sia una certa inventiva e voglia di sperimentare, caratteristiche che rappresentano la vera ricchezza e il punto di forza di questo genere (film girati nei dialetti locali, ibridazione di generi, mockumentary “sporcati apposta”…).

Anche in questo caso è caldamente consigliata la visione di questi film (si trovano facilmente online e legalmente magari pagare qualcosa per vederli può far sì che ne vengano prodotti sempre di più, non facciamo sempre i soliti tirchi!) per capire come si possa ricavare qualcosa di buono anche con pochi mezzi.

Tra i film non-italiani, per gli amanti del cinema trash giapponese (ma realizzato bene e sempre con pochi mezzi artigianali ma buoni e di forte impatto)  Bloody Chainsaw Girl, storia di una ragaza che va in giro per il suo liceo uccidendo i compagni di classe, diventati cyborg-zombie a causa di una spietata scienziata pazza, con una motosega. Horror splutter a palate smorzato però dall’ironia e goliardia permanente della pellicola.

Ottimo per rilassarsi e divertirsi ma in maniera non così stupida e banale!

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Bloody Chainsaw Girl

L’ultimo giorno del festival è quello delle presentazioni di libri: interesante quello su Corpi e Anime di Valeria Arnaldi, studiosa ed esperta di cinema d’animazione. In questo volume viene messa a nudo la rappresentazione della femminilità negli anime giapponesi (caratterizzati da una sessualità abbastanza esplicita). L’incontro è un modo per parlare della rappresentazione della donna in generale (leggasi “in Occidente”) nei cartoni animati, a partire dai classici Disney che (con le loro principesse) hanno aiutato non poco a definire l’immaginario femminile occidentale. E viceversa: perchè in realtà queste sono sempre state lo specchio della propria epoca e dei cambiamenti delle epoche successive (si veda il cambiamento nei caratteri e nella rappresentazione delle principesse da Aurora a Mulan fino ad arrivare a Elsa e Vaiana). Un manuale interessante, da leggere sotto vari punti di vista.

Il Festival chiude con un’anteprima spettacolare e sorprendente: Alien Covenant di Ridley Scott! Sarebbe stata una bella anteprima e un ottimo articolo di recensione se non fosse che mi sono poi ammalato e non sono riuscito a vederlo (ARGH!!!) per cui per qualsiasi informazione vi lascio a una recensione affidabile.

In generale l’edizione di quest’anno, che aveva come tema i Personaggi (Character WOW), ha riservato non poche sorprese. Più per quanto riguarda gli eventi corraterali che non i film in sé anche se i pochi che sono stati proiettati avevano ognuno un proprio stile particolare e riconoscibile (preferibile rispetto ai mega-eventi dove forse i film si assomigliano un po’ tutti) e molti incontri sono stati utili per capire cosa è necessario per rendere il proprio personaggio “caratteristico”. Non è escluso che riparleremo di molti di questi argomenti in prossimi articoli dal momento he qui sembrerebbe alquanto riduttivo per così tanta ricchezza di materiale.

Da parte mia: una visita al Future Film Festival è una vera e propria manna di idee e spunti per chiunque sia interessato al cinema d’animazione  e al cinema di genere ed è sempre una bella esperienza prendervi parte.

Speriamo per l’anno prossimo in un altro viaggio nel magico mondo di Cartoonia!

 

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