Stockton & Malone: Grosso guaio a Chinatown (p.te 3)

chinatown_manhattan_2009

Ultimo capitolo dell’indagine “esotica” dei nostri eroi.

Leggere qui e qui per sapere di cosa stiamo parlando. E presto se non volete perdervi la parte clou.

Legati e imbavagliati all’interno dello stanzino, buio Dan e Bubba cercano di comunicare tra di loro per cercare di risolvere la loro incresciosa situazione facendo smorfie e gesti per farsi capire.

Anzi, in realtà Bubba sta semplicemente lanciando degli insulti al collega per come s’è fatto sorprendere così da scemo e per il fatto che non c’è mai quando c’è bisogno di lui. Il tutto inutilmente perché Dan non capisce.

Ma non c’è tempo per queste distrazioni: al di là della porta c’è qualcuno che sta decidendo del loro futuro…

«Nessuno ci ha visti signora, il biondo aveva scoperto tutto e così abbiamo dovuto mettere a tacere la ragazza e suo figlio e poi prendere lui Ma sembra molto stupido non avrà capito nulla di quello che è successo»

Appena finite di dire queste parole si sente il sibilo di una lama che viene sguainata, un urlo straziante e il rumore di un corpo che cade a terra di colpo.

I due sentono quello che succede dall’altra parte della parete (solo Dan riesce a capire bene quello che dicono grazie alla sua conoscenza del cinese) e si spaventano.

Ma non così tanto come quando si apre la porta e compaiono i loro carcerieri preceduti dal loro boss. Anzi, LA loro boss.

La signora Hu ha la stessa andatura di sempre: lenta ma sostenuta come la classica signora anziana orientale, una sorta di geisha raggrinzita che però lascia intendere che da giovane dovesse essere abbastanza piacente. L’espressione però è diversa: non è più la dolce vecchietta che si è presentata davanti alla porta dei due il giorno prima. Ora è un’espressione più arcigna, cattiva.

Si avvicina ai due squadrandoli dall’alto in basso e racconta loro quello che in parte già sanno ma anche quello che gli manca di sapere.

In pratica il signor Hu non era un semplice ristoratore che preparava involtini primavera e crocchette di riso per gli avventori. Era un trade d’union tra i boss del quartiere (tra cui sua moglie, la signora Hu) e i piccoli commercianti. Li doveva minacciare per esigere i pagamenti che avvenivano nel retro del proprio locale. Era però successo che un suo socio in affari era morto lasciando così da soli sua figlia e suo nipote piccolo (quelli da cui era andato Dan). Il signor Hu si era preso una bella cotta per la ragazza che era diventata la sua amante. il che non le creava particolari problemi, era abituata alle scappatelle del marito e, in fondo, le andavano bene purché queste non intralciassero i suoi affari. E purtroppo, in questo caso, non era stato così. Il signor Hu provava veramente per quella ragazza un sentimento che non provava da tempo, quello che aveva pensato di reprimere e dissotterrare sempre dentro di lui perché incompatibile con il suo stile di vita. Poi però non ce l’aveva più fatta e aveva desco si mollare tutto e andare a vivere con lei. per farlo aveva sottratto di nascosto un’ingente somma dalle casse del clan della moglie insieme a dei documenti che riguardavano cose scottanti che non riguardavano solo la comunità cinese ma anche alcuni traffici loschi con le forze di polizia di Chicago (tra cui l’ispettore Di Lorenzo che, per questo motivo, non voleva farsi coinvolgere nelle indagini). Aveva poi nascosto queste informazioni in una valigetta affidata alla ragazza, unica conoscente del suo nascondiglio.

Ma non era andata bene al povero signor Hu: i segreti purtroppo vengono a galla prima o poi, basta anche un piccolo pettegolezzo. Così era arrivata la vendetta della moglie. La quale però non aveva alcuna intenzione di perdere la sua credibilità di donna onesta per cui aveva escogitato un metodo (in accordo con Di Lorenzo) per coinvolgere nelle indagini due detective sempliciotti (loro) di cui a nessuno sarebbe importato se scomparivano nel nulla (la delicatezza non è sempre il punto forte dei boss mafiosi!), per questo si era rivolta a loro due sperando che potessero ritrovare la valigetta. Cosa che era puntualmente avvenuta: ora avevano la chiave della valigetta grazie a Bubba. Dove però fosse nascosta lo sapeva soltanto Dan e per questo ora i due dovevano rivelare loro dove era nascosta in cambio di una morte rapida e indolore, unico regalo che la Signora poteva concedergli a quel punto.

È veramente stressante stare a sentire il riassunto dei piani malvagi dei cattivi, e più di una volta i due sono sul punto di addormentarsi dopo la lunga spiegazione, ma l’ultimo particolare li risveglia dal torpore.

«E ora ditemi: dove avete nascosto la valigetta?» la signora Hu toglie il bavaglio a Dan. Questo non sa bene cosa rispondere mentre cerca disperatamente una via di fuga da quella situazione. «Supponiamo che io lo sappia, perchè dovrei dirvelo?» è l’unica cosa che riesce a inventarsi.

«Sul serio? Sai dire solo questo come risposta?» è il commento ironico (ma neanche tanto poi) della signora Hu. Dan viene colpito alle gambe con il bastone. E dire che sembrava un’anziana così debole e indifesa! Inizia così un pestaggio selvaggi oda parte degli scagnozzi cinesi nei confronti del povero Dan mentre Bubba cerca di chiudere gli occhi per non vedere la scena (non sembra ma è molto sensibile a queste cose).

«Bene, visto che non parli ti faremo parlare in un altro modo. Prendete quell’altro» ora gli scagnozzi si avvicinano a Bubba che cerca di non far vedere che se la sta facendo sotto. Sono lì vicini e lo stanno per prendere a botte quando Dan raccoglie un attimo di forze per dire:«Fermi, ok va bene, vi dirò tut…» ma non finisce la frase che succede un’altra cosa, qualcosa di inaspettato per entrambe le parti.

Qualcosa di veloce e agile si avvicina alla stanza e, con un sibilo, lancia qualcosa in mezzo agli occhi di uno degli scagnozzi. Qualcosa di leggero come sabbia. Da lì parte una sequenza di suoni che i due non distinguono bene ma che arriva fino agli altri scagnozzi presenti. Rumori di lamenti, di cocci di vetro rotti, della signora Hu che strilla, di pallottole che partono per sbaglio…

Uno a uno i cattivi cadono per terra. La signora Hu si allontana con un suo bodyguard. Bubba e Dan hanno tenuto gli occhi chiusi per tutto il tempo non vedono cosa è successo. Quando li riaprono la scena che si trovano di fronte è quella di tanti cinesi a terra e uno vestito con una tuta gialla che si staglia davanti a loro.

Prima di questa avventura i due non conoscevano il vero significato del termine “deus ex machina”. Ora lo sanno (dopo una veloce ricerca sul Dizionario). E per loro il deus ex machina si chiama Chen. Era un tuttofare all’interno del ristorante ma tenuto in secondo piano perché ritenuto deficiente perchè si esprimeva poco. In realtà la sua discrezione era dovuta al fatto che è un agente dei servizi segreti di Hong Kong (che non è la Cina come i due avevano creduto finora) e si era infiltrato nell’organizzazione. Ed era sempre quello che era scappato dal retro e i due avevano rincorso inutilmente. Stava cercando anche lui la valigetta e vistosi sul punto di essere scoperto era fuggito. logico, non poteva ancora fidarsi di quei due strani tipi (e neanche ora gli ispiravano poi così fiducia).

Una volta liberi scatta l’Operazione Apocalisse (i tipici nomi altisonanti delle operazioni di polizia internazionali): Di Lorenzo e i suoi uomini sono sospesi dal loro incarico e messi sotto indagine (con relativo scandalo politico); della Signora Hu nessuna traccia ma probabilmente è fuggita all’estero,per lei ora sono problemi seri con il suo clan; il bambino della ragazza misteriosa (il simpaticone con la pistola d’acqua) è ancora vivo e viene affidato ai servizi sociali; Dan e Bubba sono salvi e potranno dire di aver collaborato a un’indagine internazionale (anche se in maniera molto fortuita) ma non potranno rivelare nulla nel dettaglio e non riceveranno nulla di compenso (con grande rammarico di Bubba che maledice la razza cinese per sempre).

Tutto bene quello che finisce bene: sì ma… la valigetta? Anche dopo la perquisizione accurata dei cattivi non è più saltata fuori.

Beh Dan l’aveva nascosta nel luogo migliore per questo scopo: nella lavatrice, in mezzo alla biancheria sporca di Bubba! Il luogo dove neppure il peggiore dei mafiosi avrebbe il coraggio di andare a controllare.

«Brutto sporco bianco che non sei altro, ti insegno io a prendermi così in giro, davanti a dei poliziotti cinesi per giunta… è colpa tua se siamo stati coinvolti in tutto questo e per poco non ci rimettevamo la pelle…tu e la tua passione per l’Oriente! Te lo do io l’Oriente, non ci hanno neanche pagato e mi sono pure perso la partita di basket in tv per colpa tua! La prossima volta ci vai da solo a fare queste cose…»

I brontolii di  Bubba si perdono nella notte buia di Chicago mentre Dan se la ride accanto a lui contento di essere salvo.

I due non hanno ottenuto niente stavolta ma chissà, forse il prossimo caso andrà meglio per Stockton e Malone.

«A tal proposito, l’altro giorno è venuta una bella ragazza russa da noi con un caso, che dici accettiamo? Magari stavolta ci scontriamo con Ivan Drago…»

«Vai a fare in culo Dan!»

FINE

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