Stockton & Malone: The Indipendence Day (parte 3)

Si conclude così la “Trilogia del Giorno dell’Indipendenza”.

Continua dalla parte 1 e 2.

La stanza in cui Dan si trova doveva essere stata bella, in precedenza. Le pareti sono decorate con stilemi art-decò,come andava nei primi ani 20. Il mobilio denota comunque un certo gusto per l’estetica e l’artigianato. Fossili di un’epoca in cui anche gli affari dell’hotel andavano meglio e i tempi erano migliori. Oppure semplicemente meglio tinteggiati di adesso.

Ma ora le crepe sono evidenti e un cadavere occupa la poltrona di raso che sta nel salotto. Il marcio di cui è impregnato il posto è saltato fuori come la macchia d’umidità che campeggia sul soffitto.

Dan avrebbe tante domande da porre ma al momento l’unica sua preoccupazione è quella di sopravvivere.

Davanti a lui tre energumeni e Cinzia che gli punta una pistola.

«Beh» incomincia Cinzia a un certo punto «che facciamo il gioco del silenzio? Ok penso a di doverti una spiegazione prima di ucciderti. E non è un gesto di pietà, è giusto per farti morire con il cuore ancora più spezzato»

Cinzia è un’infiltrata nella polizia da parte di un gruppo criminale della zona. Per poter ricattare il sindaco avevano inscenato un finto pestaggio in cui lo si vedeva complice di un pestaggio. Era stato facile ingannarlo, da anni sognava di lasciare la polizia per fare l’attore ad Hollywood per cui avevano finto che fosse una grossa produzione che cercava comparse nella polizia per una scena. Poi avevano drogato l’attore afro-americano (anche lui attirato con l’inganno) e l’avevano ucciso. Avevano poi cercato le agenzie investigative in maniera tale da consegnare il finto video incriminante. Era stata lei ad avere l’idea di sfruttare quello sfigato del suo compagno di corso che si era spacciato come grande investigatore. Inscenando una sua finta scomparsa lui avrebbe sicuramente dato subito l’allarme. Ma le cose non sono andate come sperava. Dan si era dimostrato più intelligente del solito e non aveva svolto il suo ruolo di copertura perfetta. Per questo ora andava eliminato anche lui. Poi il potere dei media avrebbe fatto lo stesso e sarebbero scoppiati dei disordini sociali. L’idea era venuta loro dopo la visione del video di quel Rodney King o come diavolo si chiamasse.

Dan ha sempre trovato noiosissimi i monologhi dei cattivi soprattutto quelli in cui viene sfottuto in quel modo. Ma cerca comunque di mantenere una sua dignità.

«Allora, darling, come si dice in questi casi…bye bye baby» e gli punta addosso la pistola in maniera inquietante. È in quel momento che la luce si spegne improvvisamente. E tutto accade in una manciata di secondi. Pallottole che partono e un cadavere che sembra prendere vita e lanciarsi contro gli energumeni, che si ritraggono spaventati.

Tutto merito di Bubba che ha spento prontamente la luce entrando di nascosto. E dei riflessi di Dan che, quando ci si mette, non è così coglione come sembra. Si butta a terra in modalità felina e si nasconde dietro la poltrona. Poi la lancia contro i suoi avversari con annesso cadavere che gli fa da scudo. Bubba prende poi da dietro uno di loro e comincia a far fuoco dalla parte opposta colpendo Cinzia a una gamba e ferendo gli altri due.

Cede, in quel momento anche il soffitto, la cui macchia d’acqua che lo denotava prende vita allagando la stanza. L’allarme antincendio parte e fa svegliare gli assonnati inquilini dell’albergo (questo, non gli spari, a quelli ci sono abituati dopo anni vissuti in quella specie di Bronx).

Chi può fugge via, gli energumeni anche. Cinzia no, è bloccata da Bubba e Dan. La portinaia entra dentro in accappatoio, si stava facendo una doccia veloce. La visione non è propriamente estatica per i due ma la perdonano per il fatto che ha chiamato la polizia. Cinzia viene consegnata a chi di dovere e la notizia del complotto ordito ai danni del sindaco è pronto per essere consegnato alla stampa.

Anzi no, alla stampa non ci arriva proprio. Il sindaco non ha interesse a far sapere quanto è coglione il figlio e insabbia tutto come sempre. Ai due “eroi” neanche una stretta di mano e nessuna giustizia per il poveraccio afro-americano che è morto. Ma le cose funzionano così a Chicago e negli USA in generale.

«Certo che sei veramente un coglione» Bubba è disteso sul letto d’ospedale, i medici lo hanno medicato dopo che uno dei proiettili lo ha colpito di striscio. «Farti fregare in quel modo da una appena conosciuta. Meno male che c’ero io a seguire le tue mosse di nascosto. Altrimenti chissà dov’eri tu a quest’ora»

«Già, infatti ti devo ringraziare amico» il tono di Dan è tra il divertito e il dispiaciuto.

«Grazie un corno, devo sempre risolverli io i casini qui e ci rimetto pure la pelle. E ora per colpa tua devo anche passarmi il 4 luglio in ospedale quando potevo essere da mia nonna a pranzare in tranquillità, senza contare i danni morali e materiali, la mia maglietta di Jordan si è tutta bucata, e puzzo di piscio d’albergo...» lo sproloquio di Bubba procede allegramente, se c’è una cosa che al gigante piace è lamentarsi in continuazione. Poi però diventa malinconico: «Scusa per stamattina non volevo offenderti, rimaniamo amici?»

«Ovvio,siamo pur sempre Stockton & Malone no?» i due si danno il cinque in stile afro come piace a loro. Va detto che paradossalmente questo riesce meglio a Dan che non a Bubba.

L’anno dopo i due si ritrovano a casa di nonna Evelina per il Giorno dell’Indipendenza.

«Allora tutto bene? Spero che si trovi bene in casa nostra» la nonna cerca di essere accogliente nei confronti di Dan ma è la stesa accoglienza imbarazzata che si ha nei confronti di un malato di cancro. Perché per lei questo sono i neri albini.

«Nonna forse è arrivato il momento che ti dica una cosa» esclama Bubba «Dan non è albino è semplicemente un classico caso di bianco caucasico, di fede battista per la precisione», i due ora cercano di sorridere ma stanno sudando al pensiero della reazione della nonna di fronte a questa rivelazione.

«Ah» è la sua prima reazione, e sembra abbastanza neutra «beh, sentite fate come volete. Io il tacchino ripieno con mele e fichi l’ho preparato ed è sul tavolo chi lo vuole se lo mangi in fretta prima che si raffreddi».

E si allontana in cucina cantando. Lei è una donna pratica, non ha tempo di pensare a queste quisquilie. Dan e Bubba si guardano esterrefatti. L’ha presa bene in fondo.

 

FINE 

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