Intrappolati in una storia epica – #specialenetflix

La piattaforma farà anche programmi interattivi. Cosa ne pensate?

Interattività sì  o interattività no?

Questo mese il leitmotiv riguardante la piattaforma di streaming online è stato questo.

Come tutti i case studies che riguardano i new media e l’audiovisivo, la cosa più facile (e oggettiva da fare) è semplicemente quella di provare direttamente l’esperienza e, come direbbe Iannacci, vedere l’effetto che fa.

Così abbiamo sperimentato in prima persona Il gatto con gli stivali – Intrappolato in una storia epica, nuova produzione targata Netflix e primo esperimento di prodotto interattivo della stessa piattaforma.

Innanzitutto è bene precisare che tali prodotti possono, al momento, essere usufruiti solo in alcune piattaforme, più precisamente nei dispositivi con tecnologia iOS (mentre non sono supportati il sito di Netflix, dispositivi Android e la Apple Tv). Per maggiori informazioni potete comunque cliccare qui.

Il target a cui si rivolge la storia in questione è quello dei bambini (non a caso si trova nella sezione Kids) e prende spunto dalle fortunata serie animata con protagonista il Gatto con gli stivali, di cui è, a tutti gli effetti, una puntata speciale.

E a pensarci bene non poteva che essere questa la storia più adatta per un simile esperimento proprio perché fa leva su un tipo di pubblico (quello dei bambini) che già di per sé è portato all’interattività e al gioco e con cui si possono creare anche delle citazioni iper-testuali. Nella storia, infatti, il protagonista viene risucchiato in un mondo parallelo dove il Narratore (un vero e proprio “master” del gioco) gli rivela che uscirà da lì solo “attraversando” fisicamente alcune fiabe note al pubblico (Biancaneve, Riccioli d’oro e i tre orsi…) che sceglierà di volta in volta. A ogni storia scelta c’è una prova da superare. Ovviamente bisogna stare attenti a scegliere la cosa giusta.

L’idea, apparentemente molto semplice, presuppone la conoscenza di miti e fiabe già note facendo leva sulla meta-letterarietà dell’operazione.  Lo schema è ispirato evidentemente al modello del librogame dove ad ogni scelta corrisponde un’avanzamento diverso della storia.

Intrappolato in una storia epica è solo il primo di una serie di esperimenti “interattivi”: dal 14 luglio sarà disponibile Buddy Thunderstruck: The Maybe Pile e, dal 2018, Stretch Armstrong: The Breakout. Entrambi i prodotti seguono lo stesso schema del Gatto con gli stivali: episodi speciali all’interno di una serie già nota. Questa scelta fa sì che lo spettatore sia incoraggiato a prendere parte al gioco poiché ne conosce già i personaggi, e nello stesso tempo rimanga stupito vedendo il protagonista immerso in un mondo completamente diverso da quello che lui conosce.

L’operazione ha avuto un discreto successo e il pubblico (famiglie e bambini) ha dimostrato di apprezzarla molto.

Emergono però degli evidenti limiti: innanzitutto la cosa funziona solo per un certo tipo di pubblico che è quello infantile o adolescenziale. O, perlomeno, non si sa ancora quanto operazioni del genere possano essere interessanti per un pubblico più “adulto”.

Nonostante alcuni abbiano pensato anche a proporre una cosa del genere per le serie tv, infatti, pare inconcepibile (anche in base alle parole riportate dallo stesso CEO Netflix Reed Hastings) pensare a un meccanismo del genere per la serialità televisiva tout court. Sia per questioni di costi (dover girare più finali alternativi per un’episodio con tutte le sotto-trame annesse è uno sforzo produttivo non da poco) sia perchè proprio antitetica alla serialità “adulta” che è molto più orizzontale di quella per bambini e quindi ogni puntata è difficilmente scollegabile alle altre . Viene dunque da pensare che i contenuti interattivi rimarranno ancora a lungo una prerogativa del canale Kids di Netflix.

Bisogna, inoltre, sottolineare il fatto che, nonostante le tanto decantate “possibilità infinite” di sviluppo e cambiamento della trama, il finale resti poi sempre lo stesso mentre le possibilità di scelta riguardino solo alcune “prove intermedie” che il Gatto è costretto ad affrontare e che non cambino di tanto la trama dell’episodio. Questo perché si tratta pur sempre di un episodio speciale all’interno di una serie animata già rodata, per cui tutto, alla fine, deve tornare a uno stato iniziale di calma che possa far vivere al gatto successivamente nuove avventure. L’interattività rimane solo a livello di “gioco” interno come in una qualunque app per bambini.

Certamente però l’operazione va valutata per quello che è: un esperimento, peraltro riuscito visto il successo di riscontri avuti (sul sito NetflixLovers è stato uno dei programmi più apprezzati). Si presuppone, perciò, che rimanendo all’interno dell’area Kids, questo nuovo tipo di prodotti potrebbe dare vita a una nuova serie di narrazioni in cui si ricerca sempre di più il contatto con il pubblico, che sarebbe senz’altro utile per rivalutare l’aspetto di “piattaforma interattiva” che Netflix ha in sé ma che, al momento, è messo in secondo piano rispetto alla funzione di “magazzino” di prodotti audiovisivi.

L’azienda, dunque, avrebbe tutte le possibilità per sviluppare al meglio questa nuova funzionalità della propria piattaforma in un’ottica transmediale e d’intrattenimento, e il pubblico dell’area Kids è sicuramente quello giusto in quanto meno passivo di quello adulto e più abituato ad avere a che fare con la multimedialità.

In questo modo anche gli stessi creatori di storie avrebbero la possibilità di sperimentare maggiormente nuovi tipi di narrazioni collaborando a stretto contatto con il comparto tecnico e questo non può che essere positivo per Netflix (soprattutto dopo le recenti polemiche per la chiusura anticipata di alcune serie di successo).

Si vedrà, dunque, prossimamente come si evolveranno le storie interattive e quali potenzialità avranno ma al momento l’operazione è sicuramente apprezzabile e può aiutare la piattaforma a ritrovare quella sperimentalità nei prodotti che da un po’ di tempo manca.

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