The War Game (2° livello)

Non puoi sottrarti al Gioco.

Continua il gioco da Livello 1.

Marco era indeciso se aprire o no la porta davanti a sè. Fece un lungo respiro e poi rifletté: dopotutto, questa era solo una realtà virtuale, una delle tante possibili e infinite, e non poteva accadergli nulla di male in fondo. Al massimo sarebbe tornato nella realtà di tutti i giorni.

Si alzò e aprì la porta antincendio che stava di fronte a lui.

Lo scenario stavolta era quello di una foresta. Davanti a lui un machete e un fucile, da prendere entrambi.

Facendosi largo tra le piante con il machete Marco venne a contatto con animali mai visti prima. Il paesaggio era esattamente quello della Foresta Amazzonica e si potevano sentire tutti i rumori e gli odori presenti in essa. Lui, in realtà, non c’era mai stato ma sentiva che dovevano proprio essere così nella realtà.

All’improvviso però la quiete del posto venne interrotta da un ruggito: voltandosi Marco vide in lontananza una tigre grande quanto un elefante che si avvicinava minacciosa verso di lui.

Il tempo a disposizione non era molto e Marco doveva essere pronto per caricare il fucile e prendere bene la mira per sparare in testa al mostro davanti a lui. Se non l’avesse fatto la tigre l’avrebbe mangiato vivo.

I secondi passarono inesorabili. Ma, proprio mentre la tigre stava per avventarsi su di lui, Marco sparò un colpo. La pesantezza del corpo dell’animale si fece sentire su di lui, ed era reale. Per poco non svenne. Per fortuna aveva mirato nel punto esatto.

All’ennesimo risveglio Marco era ancora sulla sedia, nello stesso stanzino di prima e davanti all’ennesima fottuta porta con su scritto TERZO LIVELLO.

Ma questa volta Marco decise che non ne voleva più sapere di stare lì. Quel gioco gli stava consumando sempre più energie e lui non voleva più continuare così. Attese qualche minuto davanti alla porta senza fare nulla, voelva vedere fino a quanto si poteva stare così in stand by.

Fu così che comparve davanti alla porta la scritta DESIDERI CONTINUARE CON IL GIOCO?

Marco selezionò la risposta NO. Il sistema gli chiese due volte se era la sua risposta definitiva. La sua reazione fu sempre la stessa.

Tutto attorno a lui si fece buio e sentì addosso una pesantezza che prima non provava. Si sentì anche condizionato nei movimenti come se ci fossero dei fili attorno a lui. poi si ricordò che erano quelli che lo collegavano al cursore e alla visiera della realtà virtuale. Strano, fino a pochi secondi prima sembrava quasi che non ci fossero.

«Allora come le è sembrato il Gioco?» davanti a lui il responsabile del tirocinio e le assistenti, la stanza da cui era iniziato tutto. «Molto… realistico» fu il suo unico commento.

«Ha fatto molto presto, ha terminato tutte le parti vero?» chiese quello severo. «Certo, gliel’ho scritto nel cv che sono un mago dei videogiochi». Il responsabile parve accontentarsi di quella risposta: «Certo, va bene, allora domani ripassi qui che deve fare il questionario finale e rispondere a delle domande con degli psicologi. Poi il suo lavoro sarà finito e verrà pagato come promesso»

Marco non se lo fece ripetere due volte e firmò per uscire. Aveva addosso una sensazione straniante uscendo fuori dopo tutto quel tempo passato lì dentro. Giusto, quanto tempo era passato da quando era entrato lì dentro? Non lo sapeva più. Notò che il suo orologio da polso si era fermato, non dava più segni di vita.

Procedette lungo il marciapiede ma aveva caldo: intorno non soffiava un filo di vento. La strada sembrava allungarsi sempre di più, come se lui camminasse ma sempre nello stesso punto. Non ci volle molto perché si accorgesse che il cemento era diventato una sabbia mobile e lui stava sprofondando giù. E, mentre cercava di risalire, dei fili elettrici lo tiravano giù. Stava per essere inghiottito per sempre e allora cominciò a gridare e a scalciare.

Fu in quel momento che sentì dei colpi sulla faccia: qualcuno lo stava schiaffeggiando per farlo reinvenire. «Si sente bene? Abbiamo visto che è svenuto e poi ha cominciato ad agitarsi e a dire frasi sconnesse. Pareva indemoniato»

Marco si alzò da terra e si guardò attorno: un capannello di gente si era fermata vicino a lui. Lentamente si rialzò e corse via vergognandosi.

Si fermò in un angolo cercando di capire che cosa gli stava succedendo. Alzando la testa vide poi sul tetto di una casa una persona che lo stava salutando con la mano. Il tipo sorrideva e impugnava un cartello con su scritto GAME OVER.

Poi questo fece una cosa totalmente folle e inaspettata: si buttò giù dal tetto.

Il suo corpo precipitò lungo tutti i metri che c’erano a disposizione e produsse un piccolo stagno di sangue sul marciapiede. Ma la folla passava tranquillamente sopra di lui come se non ci fosse.

Marco ebbe un conato di vomito a quella scena. Quando si riprese ripensò al cartello che il tipo teneva in mano «Game Over? Cosa voleva dire?» Poi un dubbio gli solcò la mente: «E se c’entrasse il Gioco?»

Continua…

 

 

 

Annunci

One thought on “The War Game (2° livello)

Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: