Cargo – #specialenetflix

Martin Freeman in fuga in un’Australia post-apocalittica zombie.

Tra le varie novità di maggio che l’offerta di Netflix propone c’è anche Cargo, un particolare zombie-movie, di produzione anglo-australiana, che da una parte riprende alcuni cliché stra-abusati del genere zombie-movie, dall’altra li aggiorna in una particolare ottica glocale.

Tanto per cominciare l’ambientazione è un futuro post-apocalittico (lo si intuisce dai grandi spazi deserti e dalla poca popolazione “viva”) che si snoda lungo la prateria e il deserto autraliano.

Siamo ben lontani però dall’epica ultra-colorata di Mad Max Fury Road. La fotografia qui è molto più aspra e grigia, tendente all’oscuro come è tipico del genre zombie-movie. Allo steso modo la trma, sebbene prenda più di uno spunto dalla saga di George Miller, affronta lo stesso tema (quello della sopravvivenza) ma da un’ottica completamente diversa.

Qui il valore più importante è la famiglia. Il protagonista (uno straordinario Martin Freeman) è un viaggiatore che attraversa questo assolato deserto con la sola compagnia della figlia neonata sulle spalle. il suo scopo è trovare qualcuno che possa prendersi cura di lei. Sia lui che la moglie, infatti, sono stati “contagiati” dall’epidemia che porta le persone, dopo qualche giorno, a diventare zombie, la moglie è già morta, uccisa dallo stesso marito prima che potesse contagiare la figlia. Ora rimane solo lui e 48 ore di tempo per trovare qualcuno a cui affidare la piccola.

Il coinvolgimento di una ragazzina aborigena, Thoomi, unito alla location insolita del deserto australiano e alle usanze della sua tribù (un mix di riti e di folklore realmente esistente nelle popolazioni aborigene) rendono questo film veramente interessante. Nello stile di vita della famiglia di Thoomi, inoltre, è possibile scorgere una metafora ecologica per un perfetto equilibrio uomo-natura. Qualcosa che si lega anche al tema degli affetti e della famiglia che pervade tutta la pellicola.

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Immagine presa da Cargo del deserto autraliano, vero e proprio co-protagonista del film

Valori che vanno oltre la semplice necessità della sopravvivenza e che rendono questo zombie-movie unico nel suo genere.
La narrazione procede secondo il classico modello “a soluzione problematica” in cui i protagonisti più vanno avanti nel loro viaggio e più si trovano a dover affrontare pericoli via via sempre più grandi.
Il che è ottimo per accrescere la tensione continua che c’è dall’inizio alla fine del film (stiamo pur sempre parlando di uno zombie-movie per cui la suspense è tutto!). Si va infatti dai soliti zombie (in realtà la cosa meno inquietante in questo film) a mercenari solitari a caccia di prede, animali pericolosi e, naturalmente la Natura, quell’elemento con cui l’uomo deve continuamente fare i conti.

Tutto il resto lo fa la magnifica, e allo stesso tempo in quietante, regia e fotografia di Yolanda Ramke.

Anche in questo caso il film, quindi, non delude affatto, anzi può piacere sia agli amanti del genere classico ma anche per chi cerca una storia emozionante e certamente non banale.

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Non fate gli struzzi, andate a vedervi Cargo su Netflix!
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