Ferraghorror – Lumache giganti

Che Ferragosto sarebbe senza il #ferraghorror ?

Se mi ricordo dell’incidente di Bloomstown? Eccome se me lo ricordo.

Anche perché credo di esserne in parte responsabile, ma solo in parte sia chiaro.  I veri colpevoli sono tutti morti.
La mia unica colpa fu la mia ignavia. O l’amore, se così si può dire.
All’epoca dei fatti, quando tutto ebbe inizio ero fidanzato con Beatrix.

Il nostro amore era nato quasi per caso, eravamo due ragazzini, frequentavamo le scuole medie. Lei mi era sempre piaciuta anche se come caratteri eravamo l’uno l’opposto dell’altro.

Lei era brillante e intelligente, la secchiona della classe e molto competitiva. Io… avete presente la definizione “intelligente ma non si applica”? Beh io ne ero l’emblema.
Le uniche due cose che avevamo in comune era la passione per la scienza e i fumetti, eravamo praticamente due nerd prima che la moda del nerd esplodesse definitivamente.
A lei in particolare piacevano le biotecnologie e la genetica. Io ero più per le cose meccaniche, la fisica, tutto ciò che era abbastanza prevedibile. Mi sarebbe piaciuto costruire un androide che facesse i compiti al mio posto, per esempio.
Ma sto divagando, ritorniamo al punto.

Non so se fu più colpa mia, per quanto successe dopo, o più colpa del professor Mortimer. Ritengo che sia stata più colpa sua. Il professor Mortimer era il nostro professore di biologia, uno spilungone tutto pelle e ossa e per nulla carismatico che faceva lezioni pallosissime raccontando grandi banalità. va bene, lo confesso, ero un po’ geloso in quanto era l’idolo di Beatrix in quanto insegnante della sua materia preferita.

A me le sue lezioni invece facevano vomitare, quel giorno poi la lezione era tutta sui molluschi, animali abbastanza inutili, secondo me.

Ricordo che Beatrix pendeva dalle labbra del professor Mortimer, per cui dovevo assolutamente cercare di catturare la sua attenzione.
Finita la lezioni mi avvicinai a lei e le dissi: “Sai se ti interessano tanto i molluschi ne puoi vedere sulla scogliera della baia. Ci sono un sacco di lumache in questa stagione, ogni tanto io e mio fratello più piccolo andiamo là e ne catturiamo qualcuna. Se vuoi venire con me ti accompagno così poi puoi studiarle da vicino”

Dovevate vedere come le s’illuminarono gli occhi alla mia richiesta. Da rimanerci senza fiato. Sentivo che quella sarebbe stata la mia grande occasione.
Non esagero se dico che quel pomeriggio fu forse il peggiore e, allo stesso tempo, il migliore di tutta la mia vita.
Il peggiore perché ho dovuto raccogliere io tutte le lumache (ce n’erano più di 100) sulla scogliera. Perchè ovviamente non volevo che Beatrix si facesse male a raccoglierle, o forse era lei che mi aveva obbligato a prenderle per lei, non ricordo.
Il migliore perchè dopo quel pomeriggio ero riuscito ad attirare la sua attenzione e ora mi guardava esattamente come, pochi minuti prima, stava ammirando il professor Mortimer.

“E dimmi” cominciò lei” “immagino che a casa tua ci sia un piccolo laboratorio attrezzato per esperimenti scientifici”
All’inizio non capivo la sua richiesta, ma pensai che avevamo parlato dei nostri interessi comuni e per cui lo presi come un’ulteriore attestato di ammirazione per me da parte sua: “Certo ovvio”, risposi spavaldo come solo i giovani adolescenti sanno fare.
“Bene” disse lei con uno strano sorriso sul volto. Non capivo quelo che stava succedendo, ero come sotto un incantesimo, e lei era la sirena che mi stava attirando inconsapevolemtne in fondo al mare.
Ma la colpa, ripeto, non fu mia, ma del maledetto professor Mortimer!

Dal giorno seguente cominciò a prendere in prestito dalla biblioteca della scuola, numerosi libri sull’editing genetico e altri argomenti simili. Non si dovrebbe lasciare che i bambini leggano tali libri con argomenti così complessi, maledizione agli adulti che li incoraggiano a farlo! Ecco, forse il terzo colpevole per tutto quello che accadde dopo fu proprio la bibliotecaria. Maledetta Miss Blondell!

Con quei dannati libri sotto braccio veniva a casa mia e, grazie al laboratorio artigianale che mi ero costruito nel tempo, grazie ai punti acquisiti con il Club delle Giovani Marmotte, compiva i suoi esperimenti sulle lumache, utilizzando alcuni batteri in vetro che avevamo creato a scuola. Uno di quegli stupidi progetti scolastici del professor Mortimer che avrebbe presto avuto le sue conseguenze.

Io ovviamente assistevo impotente a tutto questo. Per un primo periodo ero stato il primo assistente di Beatrix negli esperimenti, cosa che mi lusingava molto e che mi faceva pensare che ci potesse essere un futuro per la nostra relazione. Ben presto però, data la mia incapacità di stare al suo passo, ero diventato, da assistente a cuoco (preparandole la merenda tra un esperimetno e l’altro) a tuttofare silenzioso. Una sorta di Igor per lei, meravigliosa dottoressa Frankestein.

“Beatrix sei sicura di quello che stai facendo? A me sembra che quelle lumache si stiano ingrossando un  po’ troppo e alcune sembrano morte…” erano i miei vani tentativi di riportarla alla realtà, mentre lei eseguiva i suoi esperimenti con uno strano sguardo maniacale.
“Zitto deficiente, sto lavorando” rispondeva lei. Che musica per le mie orecchie, ero deliziato che finalmente si rivolgesse a me, per questo non facevo caso a quanto di strano stava accadendo in quel momento.

Ma me ne accorsi ben presto quando, una sera, qualcosa fece tremare la casa, come una piccola scossa di terremoto. Il che era abbastanza strano in quanto non eravamo in una zona sismica.

Alzatomi dal letto insieme ai miei genitori ci dirigemmo verso lo scantinato, per vedere che non fosse caduto qualcosa di pericoloso (tra le mie attrezzature c’erano anche prodotti infiammabili, lameno così era scritto nella confezione). Tutto era in ordine, meno la scatola delle lumache che era come smembrata dal suo interno. E un grosso buco nel muro,che fuoriusciva verso l’esterno della casa. In più una strana sostanza maleodorante aveva impregnato tutto lo scantinato. Era strana a vedersi, una sorta di gelatina melmosa. Mio padre, che ovviamente ci scivolò sopra, sostenne che sembrava una specie di bava. Bava di lumache!

Non ci volle molto per capire che l’esperimento di Beatrix aveva avuto uno strano effetto collaterale. Se ne accorse per prima la nostra vicina di casa, miss Slauther al suo risveglio, quando si trovò davanti l’occhio di una lumaca che sbucava dalla sua finestra. Il suo urlo di terore risuona ancora oggi nelle orecchie di tutto il vicinato.
E se ne accorsero gli automobilisti che, a fatica, cercavano di guidare sopra il manto autostradale dove la bava delle lumache impediva la governabilità delle auto. Infine, se ne accorse Buck, il cane del mio migliore amico Fred. Dopo aver visto una strana e gigantesca creatura entrare nel giardino dei suoi padroni. Come ogni buon cane da guardia cominciò ad abbaiare per cacciare l’invasore, ma questo non fece altro che avvicinarsi a lui, in maniera molto lenta, e aprire i suoi tentacoli per mostrare la sua bocca piena di denti. Le lumace sembrano tanto innocue ma in realtà possono essere molto crudeli. In un colpo solo divorò Buck e anche la cuccia a cui era legato, digerendolo poi sotto forma di bozzolo di bava.

Ben presto la città fu invasa da lumaconi giganti e scoppiò presto il panico. Anche perchè le lumache cominciarono a inghiottire qualunque cosa si trovasse loro davanti. Comprese le persone. Compreso il professor Mortimer mentre si era incantato con la curiosità tipica di un biologo, davanti a una di loro. Questo (devo ammetterlo) con mia grande soddisfazione.

Io nel frattempo cercavo Beatrix , avevo paura che fosse in pericolo. Invece lei era alla scogliera, in una strana estasi del suo lavoro. Il risultato delle sue ricerche era davanti ai suoi occhi, e non poteva che esserne più orgogliosa: “Guarda, non è meraviglioso? Ho migliorato la loro struttura corporea, le ho rese più forti e più grandi, è la più grande prova di come la scienza possa migliorare la capacità di un essere vivente”.
Era pazza, e solo ora purtroppo me ne accorgevo. Avevo assecondato un’eco-terrorista, inconsapevolemnte s’intende. E per una buona ragione, aggiungo.

“Ma ti rendi conto che stanno distruggendo la città? Dobbiamo fermarle. Hanno cominciato a mangiare le persone. In più si stanno moltiplicando e tu sai bene che le lumache sono ermafrodite: se si accoppiano tra loro rimangono incinte entrambe. Saremo invasi dai lumaconi. Dobbiamo fermarle”

Fu in quel momento che Beatrix si voltò finalmente verso di me, quasi come se prima stesse parlando da sola e ora, improvvisamente si accorgeva che c’ero anche io. E la cosa non sembrava farle piacere.
“Non osare toccare i miei figli” disse con un tono da omicida “io li ho cresciuti e li ho fatti diventare quello che sono. Non m’importa se per gli altri sono dei mostri. Sono semplicemente delle creature perfette, il frutto di tutte le mie fatiche. E tu sei solo un piccolo microbo insignificante per me”
Queste ultime parole mi fecero parecchio male al cuore invero.
“Ma Beatrix, io… ti amo”
La sua risata a queste mie parole fu l’ultima manciata di terra che Beatrix gettò sulla tomba della nostra relazione.
“Povero cretino” cominciò lei “pensavi di piacermi solo perchè avevamo qualche interesse in comune, o perchè leggevamo gli stessi fumetti? A proposito… ho sempre pensato che Hulk fosse nettamente superiore a La Cosa come supereroe. Perchè lui è cattivo dentro e gli piace esserlo, non come quella mammoletta de La Cosa e i suoi complessi di merda”
A questo punto avrei dovuto ribattere e incazzarmi con lei, e non solo perchè ritengo La Cosa un personaggio molto più complesso e sfaccettato di Bruce Banner.

Ma non feci in tempo, dietro di lei erano comparsi due lumaconi giganti che ci guardavano dall’alto delle loro antenne. Sembravano affamati e la fame li rendeva molto più veloci del solito. Ci avrebbero mangiato tutti e due subito. C’era solo un modo di salvare le penne.
“Scusa Beatrix” dissi io. Furono le ultime parole che sentì pronunciare da me. Poi la spinsi negli scogli più in basso. Battè la testa e svenne. Il suo grido e lo sguardo d’aiuto rivolto verso di me sono tutt’oggi il ricordo più bello che ho di lei. Pareva tornata finalmente umana in quel momento. Ma non potevo trattenermi a lungo. Il umaconi furono attirati verso di lei dai loro ricettori sensoriali. Il sangue che sgorgava da lei fu un buon segnale per loro. Si accanirono su di lei dividendola in due, da buoni fratelli. E di Beatrix rimasero solo piccoli pezzi di corpo contorniati da bava di lumaca.

Quando le lumache mangiano qualcosa poi devono fermarsi qualche ora per la digestione e diventano ancora più lente. ne approfittai per inforcare la bici e andarmene piangendo, non so se per il mio primo omicidio o per l’amore perduto.

Poi l’incidente di Bloomstown si risolse abbastanza in fretta in realtà. La Guardia Nazionale inviò l’esercito e i carri armati. E un mollusco, per quanto potenziato possa essere, non può durare a lungo se bombardato. Alcune lumache si rintanarono nel proprio guscio appena avvertito il pericolo. ma bastarono dei lacrimogeni per farle uscire e uccidere. L’uomo contro la natura. E, per la prima volta, ero felice che l’uomo fosse più potente della natura. La fisica dei cannoni aveva battuto la biologia. E io avevo battuto, a malincuore, Beatrix.

Come già detto, sono in parte repsonabile di quanto successo. Ma nessuno fece indagini approfondite al riguardo, si parlò di un complotto dei massoni o qualcosa del genere, o delle radiazioni della vicina fabbrica nucleare, chi penserebbe mai a dare la colpa a una ragazzina geniale e al suo ingenuo assistente di 12 anni?

Adesso scusatemi, devo finire di leggere l’ultimo numero de I Fantastici 4 vs Hulk. Sapete per chi tengo ovviamente.

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